Il Tirreno

Livorno

E Spinelli si scopre anche pompiere

di Fabrizio Pucci
E Spinelli si scopre anche pompiere

«Grande reazione, sono orgoglioso di questa squadra, ma per ora pensiamo alla salvezza. La rivelazione è Ceccherini»

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LIVORNO. Aldo Spinelli è un presidente felice, eppure cerca di non montarsi la testa. Il blitz del 'Granillo lo inorgoglisce, ma in fondo al cuore ci sono ancora le fitte dolorose per la sconfitta con lo Spezia. Forse proprio per questo preferisce mantenere un profilo basso..

Presidente, la vittoria di Reggio Calabria ci voleva proprio. Ora siamo belli carichi?

«Calma, calma. Siamo carichi il giusto. Meglio non esagerare. È il momento di rimanere concentrati».

Si, però l'umore è opposto rispetto a quello della scorsa settimana.

«Su questo non c'è dubbio. Peccato per la sconfitta con lo Spezia. Ci tenevo tantissimo a vincere quella partita. Ma fu una serata strana, viziata dall'incomprensione tra Mazzoni e Lambrughi: un errore che ci è costato caro».

Può essere stata la vittoria della svolta?

«È stata una partita importante, ma dobbiamo ancora migliorare».

Dove secondo lei?

«Sulle palle inattive, per esempio. Sono convinto che il nostro allenatore curerà questo aspetto».

Insomma, proprio non vuole saperne di cambiare obiettivo?

«No, no. Puntiamo alla salvezza. Poi tra qualche mese vediamo come siamo messi in classifica. Ma per ora è troppo presto per volare con la fantasia».

È Nicola il segreto del Livorno?

«Davide è un grande allenatore che gode della mia totale fiducia. Chi ha parlato di critiche si è inventato tutto».

Diciannove punti in classifica dopo nove giornate. L'anno scorso finimmo il girone d'andata a ventuno...

«Giusto, ma ora ci vuole tanto cervello. E anche in questo senso mi metto nelle mani sapienti di Nicola. Questa squadra non deve temere nessuno, ma deve lavorare molto sotto tutti gli aspetti a partire da quello della tenuta psicologica che è fondamentale in un campionato logorante come quello di serie B».

A Reggio mancava Siligardi, ma l'assetto tattico ha funzionato alla grande e davanti la coppia Paulinho-Dionisi ha fatto la differenza.

«L'attacco è una certezza. Sono proprio contento di non aver ceduto le nostre due punte di diamante. E assicuro che le richieste non mancavano. Ma ho mantenuto la promessa che avevo fatto ai tifosi. Il bello è che dall'inizio dell'anno abbiamo sempre segnato gol belli e costruiti, mai banali. Nessuno ci ha mai regalato nulla. Oltre a questo però mi piacerebbe fare anche un altro nome…».

Tiriamo a indovinare… Ceccherini?

«Esatto! Avete visto che partita ha fatto? È poco più che un ragazzo eppure ha giocato benissimo, da veterano. È un grande difensore e ha solo 20 anni».

Ora arriva il Verona di Mandorlini.

«Ci pensiamo, ci pensiamo. Anche se mi bruciano ancora i punti persi con il Cittadella e lo Spezia. Ne abbiamo regalati almeno tre. Che peccato. Ma sabato faremo una grande partita».

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