Sicurezza
Don Bosco, un ko indolore E come cresce Martini...
La trasferta di Senigallia ha anche segnato il risveglio del playmaker Cunico E ora dietro l’angolo c’è il derby contro quel Montecatini di Niccolai e Scarone
LIVORNO. Una sconfitta che ci può stare, su uno dei campi più ostici del girone. Perché la Goldengas Senigallia è squadra ambiziosa, costruita per sedersi su una delle poltrone d’elite della griglia playoff per poi tentare il salto di categoria. Un motivo più per vedere il bicchiere mezzo pieno all’indomani del primo stop stagionale maturato in seguito ad un approccio troppo molle (27-15 al 10’, 79-70 all’ultima sirena) che nella maggior parte dei casi, specie in trasferta, si paga a caro prezzo. Ma va bene così, va bene rimanere con i piedi ben saldi a terra in attesa di vivere a mille il classico che andrà in scena domenica prossima al Pala Macchia tra il Don Bosco e la capolista Sporting Club Montecatini di Federico Barsotti (palla a due alle 18). Una sfida d’altri tempi, che i ragazzi di Da Prato vorranno vincere per riscattarsi e il club termale pure nella speranza di portare a quattro la striscia di successi consecutivi.
Fattore Cunico. Intanto però c’è da dire (o meglio, sottolineare) che la gita nelle Marche ha esibito un playmaker finalmente scaltro e orfano di quelle pressioni che fino a oggi lo avevano limitato, inutile nasconderlo.
Tant’è che il buon Stefano si è reso interprete di una prova assai positiva sia in termini di gestione dei possessi (zero palle perse) che di fatturato (10 punti in 31 minuti di utilizzo conditi da 6 rimbalzi e 3 assist). Di notevole spessore anche l’impatto di Matteo Martini (12 con 5/8 dal campo) e di Alessio Iardella (top scorer con 16), mentre il settore lunghi è incappato purtroppo in una giornata storta nonostante il +5 nel conto dei rimbalzi (38 contro i 33 di Senigallia).
Verso il derby. Un passaggio a vuoto che appunto ci può stare, ma che dovrà rimanere isolato in vista del big match del quarto turno del campionato di Divisione Nazionale B che metterà di fronte due delle piazze storiche del basket italiano vogliose di tornare al più presto nel giro che conta. E soprattutto il team monitorato dal direttore tecnico, Andrea Niccolai, sembrerebbe aver iniziato con il piede giusto grazie ad un quintetto cinque stelle extra lusso guidato dal “puntero”, German Scarone, dal fratello Gabriele e dal centro Roberto Casoli.
Un tris d’assi che, unito al talento di Bloise e Giarelli, potrebbe davvero rappresentare la mina vagante di un torneo dove niente può essere dato per scontato.
Ma attenzione anche al Don Bosco e alla sua livornesità. Ad una squadra ricca di ottimi giocatori, che adesso è ferita e incredibilmente assetata di riscatto.
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