Gioco
Una buona Massese sogna a Piacenza
In vantaggio di una rete nel difficile match in trasferta, poi si fa raggiungere dalla voglia di riscatto dei locali
PIACENZA. Artigliato il vantaggio col solito Taddeucci sul declinare del primo tempo (preciso colpo di testa su cross di Bugliani), la Massese ha cullato per un po’ il sogno di uscire dal campo piacentino con tre punti sonanti.
Poi ha dovuto incassare la reazione dei locali, tradottasi nel gol del pareggio di Nicolini (Milianti ha lasciato sfilare un pallone proveniente dalle retrovie e l’attaccante emiliano è stato lesto ad approfittarne). E allora ha dovuto far di necessità virtù, accontentandosi del primo pari stagionale fino a scoprire che esistono ed accontentano anche le mezze misure.
Il risultato, al tirare delle somme, è sostanzialmente giusto (nel finale il portiere Sannino ha avuto il suo bel daffare), fotografa gli sviluppi ed i contenuti del match e premia la voglia di riscatto dei locali, colpiti in chiusura di prima frazione, ma bravi a riprendere la gara per i capelli prima che fosse troppo tardi, a dimostrazione che la squadra di Franzini ha la sua brava dose di carattere e personalità.
In cosa è mancata la squadra di Tazzioli? Certamente in un pizzico di cinismo in più sottomisura perché le sue pur brave occasioni da gol Angelotti e soci sono stati in grado di costruirle.
Certo che, davanti, manca qualcosa al collettivo bianco-nero perché per un Taddeucci che è autentico spauracchio delle difesa (così come le era una stagione or sono, quando vestiva la maglia arancione della Pistoiese) manca forse un partner più qualificato in zona penetrativa anche se Mammetti non è proprio una mediocrità, anzi. Una Massese che deve migliorare, quindi, allorché c’è da costruire gioco, da architettare trame vincenti, scaglionandole nel vivo delle difese avversarie.
E forse, anche, una Massese che non ha ancora la personalità spiccata della squadra di rango, capace di mettere il risultato nella maniera desiderata, anche sotto il puro profilo tattico, e poi consolidarlo agendo con perentorie ed autorevoli azioni di rimessa.
Probabilmente questo tipo di gioco non rientra nella mentalità del suo allenatore, ma è indubbio che si impone un’attenta riflessione su dove e può arrivare la squadra apuana tuttora in grado di poter infastidire le migliori della classifica una volta ritrovata la miglior convinzione nel suo ruolo di protagonista. I locali ci provano fino alla fine.
Nel finale il Piacenza ci crede ancora e ci riprova con un’azione che però viene respinta dalla difesa apuana, che non ci sta a tornare a casa con uno svantaggio.
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