Gioco
Nicola se la gode «Squadra di carattere che crede in ciò che fa»
INVIATO A REGGIO CALABRIA. «Una squadra di carattere». Davide Nicola si gode il suo Livorno d’assalto, che vince per la quarta volta in cinque trasferte. «Per logica di calcio - dice il tecnico...
INVIATO A REGGIO CALABRIA. «Una squadra di carattere». Davide Nicola si gode il suo Livorno d’assalto, che vince per la quarta volta in cinque trasferte. «Per logica di calcio - dice il tecnico - avrei preferito pareggiare a Modena a perdere col Cittadella. Poi vinci a Crotone e perdi 5-1 con lo Spezia in casa. Ma quando vedi, dopo il quarto gol subito, un tuo giocatore che prende il pallone dalla porta per andare subito a metà campo vuol dire che ha una mentalità propositiva, e questo non può che farmi piacere...».
Tre gol firmati dagli attaccanti: e mancava Siligardi...
«Il Livorno ha segnato 20 gol in 9 partite, l’anno scorso 48 in tutto il campionato. I giocatori sono gli stessi, vuol dire che credono nel lavoro che fanno».
Un’altra rete subita su palla inattiva: un problema antico che torna a galla.
«A parte il Sassuolo, che fa corsa a sè, anche le altre squadre di serie B subiscono gol analoghi. Noi siamo esplosivi, bassini, bellini, ma la nostra statura è inferiore del 30% rispetto a quella degli altri. E poi, dalla Coppa Italia in qua, abbiamo preso tre reti subite su 130 situazioni derivanti da corner e punizioni laterali. Certo, è un dettaglio sul quale lavorare, però fino al 38-40% di reti prese su palle inattive è un dato abbastanza normale».
Perché Belingheri e non Piccolo nella formazione iniziale? È stato un tocco di prudenza in più?
«Ho pensato di mettere un centrocampista più offensivo per supportare le punte, e Belingheri dal punto di vista tattico è un giocatore importante».
Nel primo tempo tanto possesso palla, ma un solo tiro: quello del pareggio.
«La Reggina stava sempre dietro per giocare sulle ripartenze, non era semplice venire qui e arrivare il 60% di possesso palla. Col 4-3-3 iniziale abbiamo fatto un po’ di fatica, poi nel secondo tempo abbiamo operato degli accorgimenti tattici (Emerson in difesa, Gemiti a centrocampo, ndr) in modo da avere più anticipo sul loro appoggio e le cose sono migliorate».
Cosa cambia questa vittoria?
«Niente, siamo gli stessi che l’anno scorso si sono salvati all’ultima giornata. Il Livorno non deve uscire allo scoperto, né ammazzare il campionato. Ma le ambizioni sono insite nell’uomo, e noi ce le abbiamo».
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