Gioco
Messi fa bum bum, ma il boom è Falcao
Il centravanti colombiano dell’Atletico mitraglia anche in Nazionale. E ora vale quasi 60 milioni
BOGOTA’. Mentre in Europa le grandi tradizionali (Italia, Germania, Olanda, Inghilterra) tentano tutte faticosamente di riemergere e tornano alla ribalta anche squadre di nobili ma lontani trascorsi come la Russia di Capello, in Sudamerica le qualificazioni a Brasile 2014 esaltano una sola grande storica, l’Argentina.
Trascinata da Leo Messi, l’Albiceleste guida infatti da sola il gruppone con 17 punti, e nell’ultimo turno grazie a una doppietta di Messi e a un gol del Kun Aguero ha stracciato 3-0 l’Uruguay, sfondandone il bunker nel quarto d’ora centrale della ripresa.
L’Argentina è quasi certa della qualificazione, per quanto riguarda il primo posto è però braccata a una sola lunghezza da un tandem di sorprese costituito da Ecuador e Colombia: e soprattutto quest’ultima sta impressionando molti osservatori internazionali e si annuncia come una possibile protagonista della scena calcistica dei prossimi anni.
Nella Colombia allenata dall’ex ct argentino Pekerman giocano, e anche bene, parecchi “italiani”, dal viola Cuadrado al doriano Estigarribia, ma soprattutto sta dilagando il giocatore del momento: Radamel Falcao detto “Tigre”, centravanti dell’Atletico Madrid dove sta segnando valanghe di reti che consentono ai “colchoneros” di sopravanzare dopo tanti anni i cugini ricchi del Real nella Liga. Falcao però segna tanto anche nella sua Nazionale (due gol anche nell’ultima contro il Paraguay, uno più bello dell’altro), favorito dal gioco tecnico e spumeggiante della Colombia, che in attacco si basa molto sul possesso palla e i triangoli stretti che il “Tigre” predilige.
A suon di gol, Falcao negli ultimi sei mesi si è imposto come il pezzo più pregiato del mercato mondiale, e su di lui si è scatenata un’asta incredibile. Il patron del Chelsea Abramovich, che l’anno scorso poteva prenderlo a 35 milioni ma si fece bruciare dai madrileni, adesso ne offre 55, ma deve fronteggiare la concorrenza aperta del Manchester City e quella strisciante del Real. I dirigenti dell’Atletico gongolano: sanno che in ogni caso non potranno tenerlo e si preparano a rifare la squadra col ricavato. A cominciare dal suo sotituto, già individuato: l’ex milanista Huntelaar che nello Schalke sta a sua volta vivendo stagioni di alto livello.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
