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Lorenzo quasi in porto, ma Dani non molla

Lorenzo quasi in porto, ma Dani non molla

MotoGp: sulla pista di casa Pedrosa tiene viva la battaglia per il titolo. Deludono gli italiani e Stoner

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MOTEGI. Un solo sorpasso è troppo poco per lo spettacolo e probabilmente anche per vincere il titolo, ma basta invece per non perdere sulla pista di casa e anche per tenere aperto il Mondiale. Dani Pedrosa con la sua manovra al 13/o giro nel Gp del Giappone su Lorenzo ha vinto ancora, la sua quinta volta nella stagione 2012, la sua seconda affermazione consecutiva. Il pilota della Honda vuole giocarsi le sue chances per il titolo, cosa che fino a oggi non era mai riuscito a fare fino in fondo da quando corre nella classe regina, meno che mai contro il suo acerrimo nemico Lorenzo, che però gli oppone una stagione da manuale del motociclismo: un solo zero - e solo perché fu “bocciato” in partenza - 8 secondi posti e 6 vittorie.

Ecco perché a fine gara i protagonisti dell’ennesimo derby spagnolo sono entrambi contenti, ma Lorenzo di più: «Oggi Dani in rettilineo era imprendibile, comunque il secondo posto mi va bene - ha detto raggiante - è di sicuro il titolo è più vicino. Risposta esatta: nelle ultime tre gare a Lorenzo basterà infatti arrivare sempre secondo per vincere comunque il Mondiale. E Pedrosa più che vincere non può fare, e nemmeno vincerle tutte potrebbe essergli sufficiente.

Una speranza, però, la Honda ce l’ha, e si chiama Casey Stoner. Il campione uscente ieri al rientro è stato solo quinto e mai in gara, ma quantomeno nel Gp di casa a Phillip Island potrebbe dare la zampata, magari l’ultima della carriera, e potrebbe darla facendo gioco di squadra a favore di Pedrosa, anche se non si può dire.

Il Gp di Motegi ha detto poche altre cose. Una conferma della competitività di Andrea Dovizioso, che ha fatto un’altra buona gara con la sua Yamaha privata, però ancora una volta ha solo sfiorato il podio. E infine l’ennesima testimonianza del cattivo stato di forma della Ducati. Rossi ha detto a inizio weekend che il posto giusto per la gara sarebbe stato il sesto-settimo posto, e settimo è puntualmente arrivato: i buoni sprazzi delle prime prove libere di venerdì non hanno avuto seguito.

A voler essere maligni sulla coppia Rossi-Ducati, si potrebbe insinuare qualcosa di differente, per esempio un disincanto reciproco che rende difficile la bella performance, ma in realtà i fatti danno ragione a Valentino anche perché davanti a lui non c’è nessun altro in sella alla deludente moto italiana. «Penso che anche in questo weekend abbiamo fatto il massimo che potevamo - commenta infatti Rossi - avevo un buon setting però purtroppo il nostro passo è questo e soprattutto nei primi giri non è quello che serve per stare con i primi. Poi anche oggi ho rimontato, ma non è bastato». A guardare la classifica, il Dottore alla fine di questa grigia stagione potrebbe finire ancora una volta sesto-settimo, ma in fondo anche quinto. Anni-luce dalle stagioni gloriose, ma tutto sommato nemmeno tanto male.

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di Redazione web