Lutto
Coreglia corsaro con l’Aullese
Il team manager Pellegrini: «Respiriamo un po’ di fiducia dopo tre risultati utili consecutivi»
Brutto scherzo del Coreglia in casa dell’Aullese che rallenta ancora la sua corsa dopo il pari di sette giorni fa col Capezzano. Un bel segnale per la matricola biancoverde che quest’anno dovrà rendere cara la pelle per centrare l’obiettivo salvezza. Dopo dieci anni di purgatorio in seconda categoria è venuto il momento di fare sul serio e dimostrare di saperci fare anche nel calcio dei grandi.
«Le prestazioni della squadra sin qui sono state altalenanti, a volte si è raccolto più di quel che si meritava, altre volte meno – dice il team manager Fabio Pellegrini –. Dopo tre risultati utili consecutivi respiriamo un po’ più di fiducia». A vestire la maglia biancoverde non ci sono tanti ragazzi del posto, «Avremo 4-5 ragazzi di qui, per il resto vengono da Ghivizzano, Bagni di Lucca, però abbiamo tanti tifosi al seguito. Stare in cima ad una collina aiuta, la gente la domenica viene a vedere la partita perché non c’è molto altro da fare, in casa avremo anche un centinaio di tifosi al seguito e anche in trasferta ci sono sempre una ventina di persone».
E i giocatori più rappresentativi? «C’è Grasseschi, una decina di anni al Bagni di Lucca in Prima categoria dove l’anno scorso allenava pure gli juniores provinciali. In porta abbiamo Sartini che è un professionista: rimane sempre a fare esercizi anche dopo l’allenamento». E ieri due parate di Sartini hanno salvato il risultato: il sacrificio spesso ripaga. Eva Bertolacci
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