Gioco
Un Don Bosco giovane e frizzante
Inizio da applausi, ma coach Da Prato richiama tutti: «Voglio più concentrazione in campo»
LIVORNO. Un fallo tecnico, in un finale concitato punto a punto, avrebbe messo al tappeto chiunque. Chiunque ma non il Don Bosco, che si è strameritato gli applausi di un Pala Macchia finalmente caldo e passionale nei confronti di un gruppo che, ripetiamo, ha vinto divertendosi e facendo divertire. Forse con qualche patema di troppo, ma fa parte del gioco.
A distanza di 4 giorni dal pesante blitz di Empoli dunque Niccolai e compagni sono riusciti a respingere anche l’offensiva dell’Officine Creative Supernova Montegranaro (84-81), roster spigoloso che nel corso della stagione saprà sicuramente togliersi diverse soddisfazioni.
«Salvo Ravenna e Firenze, che sulla carta sembrano una spanna avanti a tutte le altre – ha commentato il capo allenatore livornese, Andrea Da Prato – si tratta di un girone assai equilibrato cosparso di ostacoli imprevedibili; la Supernova ad esempio all’esordio aveva ceduto nettamente contro Ravenna appunto, ma ditemi voi se domenica è apparsa debole o demotivata. Al contrario, non si è mai arresa e a due decimi dalla sirena è tornata addirittura a meno uno (82-81, ndr)».
Contenti a metà. Ogni vittoria è preziosa, e su questo non si discute. Soprattutto a inizio stagione, quando è fondamentale partire con il piede giusto per acquisire fiducia e lavorare con ancora più serenità. Ma con un pizzico di accortezza in più chi lo sa, forse ora saremo qui a commentare un divario decisamente più ampio: «L’essere una squadra giovane non può essere un alibi, bensì un valore aggiunto. E di conseguenza la concentrazione non può andare e venire. Deve esserci sempre, perché rappresenta uno dei nostri principali punti di forza. Siamo convinti di poter far meglio, e dunque torneremo in palestra e ci alleneremo subito al massimo in vista della delicata trasferta di Senigallia».
Martini promosso. Scorrendo il tabellino, a balzare all’occhio sono i 23 punti di Alessio Iardella, 18 nel solo primo tempo grazie ad una pioggia di bombe degne del miglior Ray Allen.
Tuttavia a meritarsi un elogio particolare, oltre ai vari Modica, Passaglia e Mazzantini, è stato Matteo Martini, autore di una prestazione da 14 punti, 7 rimbalzi, 8 falli subiti e 4 assist.
Unico neo le 6 palle perse, che solo continuando a giocare (e maturare) da playmaker il numero 9 labronico sarà in grado di ridurre: «Rispetto alle primissime uscite è migliorato molto – ha proseguito Da Prato – e sono convinto che continuerà a farlo. Ma è pur vero che al momento gli manca ancora la gestione ponderata dei possessi decisivi, vedi l’inutile penetrazione confezionata a 50 secondi dalla fine sull’80-76. A quel punto avremmo dovuto giocare al limite dei 24 secondi…».
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