Il Tirreno

Livorno

«Il colpo, il gran dolore, poi il buio»

di Fabrizio Pucci
«Il colpo, il gran dolore, poi il buio»

Luca Mazzoni rivive quegli attimi drammatici. «Voglio tornare prima possibile»

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LIVORNO. La grande paura è passata. Il giorno dopo il tremendo scontro con l'attaccante spezzino Okaka, Luca Mazzoni è ammaccato, ma come i tifosi amaranto non fa un passo indietro. Il portierone è provato nel fisico (due costole fratturate non sono uno scherzo) e nel morale perché l'1-5 interno con lo Spezia fa male quasi quanto il calcione del centravanti ligure. Ieri all'ora di pranzo il numero uno amaranto è tornato a casa dopo una notte e mezza giornata trascorsi in ospedale per accertamenti che per fortuna hanno escluso traumi interni.

Immolato. Parla a fatica, Mazzoni. Si capisce che soffre: «Sento male dovunque anche solo a respirare». Tuttavia le fitte non gli impediscono di rivisitare con la memoria gli attimi dell'incidente: «Sai che molti ricordi sono sfumati? Ricordo la sequenza precedente l'impatto. Poi tutto diventa sfuocato. Ho sentito un gran dolore, quello sì». Per lui il discorso sarebbe chiuso qui, perché un attimo dopo pensa alla partita maledetta: «E' stata viziata, falsata da quell'episodio». Tutto vero. Ma lunedì sera chi vuole bene a questo ragazzone (e sono tanti) ha passato un brutto quarto d'ora: «Il dolore lancinante l'ho provato all'ospedale. Sul momento, in campo, avevo sentito la botta, ma io non sono un tipo che si 'riguarda' molto per cui pensavo di rialzarmi. Invece con il passare dei minuti il dolore è cresciuto».

Testimone a Fiorillo. Adesso Luca è atteso da una lunga convalescenza: «Devo mettermi l'animo in pace: per qualche settimana niente Mi fa male tutto anche a star fermo. Figuriamoci a buttarmi per terra per parare. Adesso è il momento di Fiorillo. È un portiere affidabile che farà bene. La partita di lunedì non fa minimamente testo. Troppo strana per essere vera o attendibile».

Baci senza abbracci. Luca ha poi un pensiero per quanti si sono informati sulle sue condizioni di salute: «Ringrazio tutti. So che sono numerosi. È proprio per loro che cercherò di rimettermi in sesto quanto prima, rispettando comunque i tempi di recupero. Mando un saluto affettuoso anche allo staff medico del Livorno: senza abbracci, però. Quelli, nelle mie condizioni attuali sarebbero troppo dolorosi». Finisce qui la prima parte della stagione del numero uno. Buona guarigione, cuore amaranto.

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