Gioco
Sviene dopo lo scontro Paura per Luca Mazzoni
Il portiere amaranto è stato colpito al petto da Okaka durante un’uscita Trasportato in ospedale è stato rianimato e ha passato la notte in osservazione
LIVORNO. È il decimo del primo tempo quando Luca Mazzoni, 28 anni, crolla a terra dopo uno scontro con l’attaccante spezzino Stefano Okaka. Si tocca il petto, si contorce in mezzo alla sua area di rigore, gli manca il respiro, apre la bocca come a cercare un po’ di ossigeno. Poi lo svenimento, e un altro, poco dopo, in ambulanza durante la corsa all’ospedale, dove l’estremo difensore ha passato la notte.
«Le sue condizioni – dicono i medici – sono da valutare». Probabilmente oggi tutto sarà più chiaro: danni, conseguenze e tempi di recupero.
I primi ad arrivargli vicino sono i compagni di squadra, dietro lo staff medico del Livorno e quello in servizio allo stadio Armando Picchi. All’inizio sembra uno scontro come tanti, magari accentuato, anche perché l’arbitro non ci pensa un secondo ad indicare il dischetto del rigore e tirare fuori il cartellino rosso mentre il portiere amaranto è ancora a terra.
Per il Livorno è l’inizio della fine calcistica della partita, per Mazzoni l’inizio di una notte di accertamenti.
Ma l’immagine dello staff medico e dei sanitari che corrono vicino alla porta dove è sdraiato il numero uno amaranto e chiamano aiuto ha fatto riaffiorare nella mente dei tifosi del Livorno i peggiori incubi, quelli vissuti sei mesi fa durante la tragedia di Piermario Morosini.
Da un momento all’altro si è avuta l’impressione che da sotto la tribuna potesse entrare un’ambulanza.
E se succede come a Pescara che un altro mezzo impedisce il passaggio? Dalle mani dei soccorritori è sbucato anche il defibrillatore, ma non è stato necessario usarlo, sono bastate le mani del rianimatore Manlio Porcellini perché Mazzoni riprendesse i sensi. Un enorme sospiro di sollievo per tutti.
L’ultima immagine del portiere amaranto dentro all’Armando Picchi è quella di un ragazzone vestito di giallo, sdraiato su una barella che esce da una porta laterale dello stadio. Di Gennaro, tra i fischi del pubblico a cui non è piaciuto che il rigore fosse battuto con il numero uno del Livorno a terra, ha appena realizzato il gol dell’uno a zero. La prima di cinque reti.
A portare Mazzoni in pronto soccorso ci pensano i volontari della Svs di via San Giovanni che si occupano del giovane portiere insieme alla dottoressa del 118. Mazzoni sviene di nuovo in ambulanza, poi si riprende. Poi nel corso del tragitto dallo stadio all’ospedale, ancora un’altra défaillance mentre i volontari cercano in tutti i modi di farlo riprendere. E alla fine ci riescono.
Il giovane viene portato d’urgenza nella shock room del pronto soccorso, ma fortunatamente, nel giro di pochi minuti le sue condizioni migliorano. Grande l’apprensione dei medici dell’ospedale e dello staff sanitario della società. In ospedale Mazzoni viene sottoposto a vari accertamenti: lastre ed ecografie. Ha un trauma intercostale importante, è quello che gli ha procurato la perdita dei sensi. Ma fortunatamente non ci sono fratture. E questo basta a tranquillizzare gli animi.
Nel corso della notte, l’atleta viene trattenuto ancora in osservazione in pronto soccorso: una forma di precauzione, avendo perso i sensi in campo. Ma l’allarme è rientrato e non ci sono conseguenze per la sua salute.
Ottimista anche il medico del Livorno, che rasserena gli animi dei compagni di squadra e di tutti i tifosi, preoccupati per il numero uno.
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