Gioco
Uno stadio amaranto per l'assalto allo Spezia
Cresce l'attesa per il derby. Diecimila tifosi al Picchi per spingere il Livorno: tridente confermato ma occhio alle sorprese
LIVORNO. Ci mancava uno stadio così. Ci mancava una vigilia così. Ci mancava una partita così. Il fascino dell’attesa rinasce con Livorno-Spezia, derby legato alla storia che ci proietta nel futuro.
Loro sono una corazzata, costruita a suon di milioni. Una Ferrari uscita dal garage, anche se la marmitta dà qualche problema. Noi siamo una discreta auto, non inserita però neanche tra i Suv del campionato. Non ci dovrebbe essere corsa. Sulla carta... Poi c’è il campo, e quella è tutta un’altra storia. Perché a volte (spesso?) vince non chi guadagna di più ma chi sa lottare, chi sputa sangue, chi segue gli ordini del suo allenatore fino alla morte. Il Livorno di Nicola fino a oggi ha onorato la maglia amaranto come meglio non poteva, ottenendo due grandi traguardi: 1) un’ottima classifica, 2) ha riportato la gente allo stadio. E non si vuole fermare proprio adesso.
A spingerlo ci sarà un Armando Picchi colorato e caldo come nei giorni più belli. Sono attesi 10mila spettatori, con una curva nord da brividi. Dopo la splendida festa di sabato, adesso i ragazzi della curva si preparano a indossare la maglia numero 12.
Sarà una battaglia, questo è sicuro. Da giocarsi con tutte le armi, pretattica compresa. Così da Spezia hanno annunciato per tutta la settimana il forfait del difensore Schiavi, che poi in extremis è apparso tra i convocati e potrebbe sostituire Piccini. Anche Nicola ha chiuso (agli altri) il libro delle sue idee. Non vuole dare vantaggi. L’undici iniziale dipenderà in gran parte dalla posizione di Emerson. Che alla fine potrebbe tornare in mezzo al campo, o meglio davanti alla difesa, dove c’è da fermare l’ex Di Gennaro. In questo caso Belingheri ha qualche chance in più rispetto a Gentsoglou e Prutsch per completare il trio di centrocampo insieme a Luci, ma attenzione perché potrebbero esserci delle sorprese. Pronto per l’uso anche Ceccherini, piaciuto molto a Crotone nel ruolo di terzino destro.
Davanti ci affidiamo al nostro trio delle meraviglie, Paulinho, Dionisi e Siligardi. Gente che combatte, tira, rientra, aiuta. E che ha restituito a tanti il gusto di tornare allo stadio.
A proposito. Bentornato a chi mette di nuovo piede al Picchi, nella speranza che sappia comportarsi come lo zoccolo duro dei 4000. Quelli che sostengono, aiutano, non fischiano, applaudono comunque vada. Questo Livorno ne ha bisogno.
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