Montella: «Meritiamo il quinto posto»
Della Valle ora vuole un successo esterno e Jojo divide i meriti con i compagni
FIRENZE. Vincenzo Montella è soddisfatto: «Meritiamo il quinto posto, anche se dovremmo avere due punti in più, quelli di Parma». Applaude tutta la squadra, anche se trova il neo pure dopo la terza vittoria in casa: «Siamo stati maturi, ma non cinici. Devo fare i complimenti alla squadra, a una difesa che non ha lasciato nemmeno un'occasione al Bologna. Savic si è inserito bene, Tomovic si è adattato al nuovo ruolo e il resto della squadra ha contribuito a chiudere ogni spazio». Scherza pure l'aeroplanino quando il tema è il mercato. «Mi chiedete se ho chiamato Bergessio e De Rossi (vista la sua esclusione dalle scelte di Zeman, ndr)? Ho finito il credito, non posso chiamare nessuno».
ENTUSIASMO ADV. A Firenze è tornato il clima dei tempi migliori. Pure Andrea Della Valle è entusiasta. «Il Franchi è tornato il nostro fortino - ha detto mentre firmava autografi ai bambini degli esordienti viola ospitati nella lunetta della tribuna vip - ma questi ragazzi, esattamente come me, non possono soffrire così tanto. Dobbiamo chiudere prima le partite, potevamo vincere almeno 3-0. E poi dobbiamo ricominciare a fare punti in trasferta, la prossima missione è questa». C'è solo un neo: serve più freddezza per chiudere le partite il prima possibile. Sono state create tante occasioni da gol - ha continuato - Queste vanno concretizzate, altrimenti lo spettro di Parma rischia di tornare. Lo ha detto anche mio fratello Diego, diamo tempo a questa squadra di crescere ancora e poi ci daremo degli obiettivi». Sorvola, ma non troppo, sulle decisioni arbitrali: «Non sta a me giudicare - ha detto - anche se ho notato un atteggiamento fastidioso".
JOJO GOL. Jovetic, intanto, dopo aver interrotto il digiuno da gol che durava da 321 minuti, ha sfatato un altro tabù. Mai fino ad oggi aveva segnato al Bologna. «Crediamo in noi stessi - ha detto - siamo un'ottima squadra e ora non dobbiamo mollare. Dobbiamo migliorare in trasferta. Dite che se non segno io la squadra non vince? Forse, ma se la squadra non girasse come fa non ci riuscirei nemmeno io. Il merito è di tutti. Io sempre al centro del mercato? Meglio, vuol dire che sto facendo bene». Chiusura con Toni: «Volevo fare una grande partita, anche per ripagare la fiducia dell'allenatore».
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