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Livorno

Biancoverdi, dopo 5 minuti il baratro

di Dario Serpan
Biancoverdi, dopo 5 minuti il baratro

Prima uscita da dimenticare per il Livorno Rugby contro l’Union Tirreno

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PIOMBINO. Come prima uscita non è proprio un bel vedere. Stagione nuova, problemi vecchi, verrebbe da dire, perché sebbene il Livorno Rugby sia sceso di ben 2 categorie, l’impatto con la serie B è infelice e richiama le scorpacciate di mete che i biancoverdi incassavano a più riprese nello scorso torneo di A1.

Retrocessione doppia e necessità di ripartire, senza fare piazza pulita, ma per presentarsi all’appello con la B in buona veste per non sfigurare. Invece l’esordio è pesante, tanto per il risultato, quanto per la prestazione. All’80’ è 46-0 tra Union Tirreno e Livorno Rugby, scese ieri in campo nel derby labronico valevole per la prima giornata del campionato di serie B girone 2, edizione 2012/13.

Pronostico rispettato, perché l’Union è al suo terzo anno in questa categoria, quindi ha un organico rodato e rinforzato in estate per puntare alle prime piazze. Certo è che vedere la squadra di provincia battere quella del capoluogo fa notizia e, soprattutto, deve far riflettere. Perché Livorno ha perso il suo posto, con conseguente polo attrattivo, in serie A, quindi si trova a subire adesso la concorrenza e, come successo ieri, la supremazia di realtà minori per tradizione rugbistica.

Pronostico rispettato, si ma il punteggio è decisamente eccessivo e, probabilmente, smisurato rispetto al divario delle due squadre. Come spiegarlo? Approccio mentale alla gara sbagliato, squadra nuova che deve trovare feeling e identità, limiti tecnici e di esperienza. Non sono falle da poco, ma questo è lo specchio del Livorno alla prima di campionato.

Una squadra che, dopo la doppia retrocessione dalla A1 alla B patita lo scorso maggio (ultimo posto in A1 e poi playout persi con la quartultima di A2), ha perso giocatori importanti, rimpiazzato con i giovani saliti dal vivaio (le speranze biancoverdi), più il rientro di vecchie glorie che, pur intoccabili per il contributo dato in passato alla causa, sono oggi incognite il cui apporto è da verificare.

Coach Diego Saccà, comunque, è rimasto alla guida della squadra, per la terza stagione consecutiva, e gliene va dato atto. Perché si è preso le sue responsabilità, crede nel suo progetto e vuole tanto bene ai colori biancoverdi. Con lui sta un roster encomiabili per impegno, ma la serie B non è una passeggiata e bisogna svegliarsi presto per non cadere nell’incubo di una stagione fallimentare. Quello di ieri, pertanto, chiamiamolo incidente di percorso. Per la cronaca, partita a senso unico, con l’Union che segna 8 mete (4 per tempo), di cui 3 trasformate. Supremazia nel pacchetto, tre quarti più efficaci, contro un Livorno che regge l’equilibrio solo a tratti, ma non segna mai. Bastano 5 minuti e la danza dei piombinesi parte con la prima meta firmata Puliti, top scorer della gara con ben 3 marcature. Ancora Puliti, poi Paladini e Mannucci, seguiti dalle trasformazioni di Ferretti, portano al 26-0 che chiude la prima frazione. La girandola dei cambi scatta con la ripresa e leva smalto a un match già chiuso a doppia mandata. Con vittoria e bonus già in tasca, l’Union gioca sul velluto, mentre Livorno sbanda e va incontro a un passivo peggiore: Puliti, Paladini, Ferretti e Consonni sono i meta-men che decretano il 46-0 finale, e la prima notte in bianco per i “cugini”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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