Toscana
Picchi blindato per Livorno - Spezia, 150 agenti di rinforzo
Misure straordinarie per l’arrivo dei 1800 tifosi spezzini. Traffico chiuso intorno allo stadio, presidi sul lungomare
LIVORNO. Centocinquanta agenti in supporto alla polizia labronica per gestire lo “sbarco” degli spezzini in città, in vista del derby con gli amaranto. Si prospetta un lunedì sera caldo domani sera al Picchi, per la partita Livorno - La Spezia. Per ora è previsto l’arrivo di quasi 1800 tifosi ospiti: circa 25 pullman, più le auto private. Il campanilismo, la rivalità calcistica, gli scontri più o meno accesi che hanno animato i precedenti match tra le due squadre fanno presagire una partita molto sentita. È per questo che la polizia non vuole farsi trovare impreparata. A tale scopo, la questura ha chiesto l’intervento degli agenti dei reparti mobili di Firenze e di Genova, e probabilmente arriveranno supporti anche da Bologna. Ai poliziotti si aggiungono anche i carabinieri, già sollecitati dalla questura, come avviene in questi casi.
Il dispiegamento di forze inizierà dalle prime ore del pomeriggio e il servizio di ordine pubblico proseguirà fino a mezzanotte (fischio iniziale dell’arbitro alle 20.45). Stadio blindato dunque, ma non solo. Un’attenzione particolare verrà prestata dalla polizia all’itinerario seguito dalla colonna dei bus dei tifosi, in arrivo nel tardo pomeriggio, dall’ingresso in città fino allo stadio. La polizia scorterà i pullman dal casello dell’A12 fino a via dei Pensieri, evitando di passare per il centro.
Inoltre, l’organizzazione del servizio di ordine pubblico prevede che anche le auto private possano aggregarsi al gruppo dei bus, proprio per evitare che gli spezzini si disperdano. Ciò non toglie che una parte dei tifosi arriverà per conto proprio.
Il traffico nella zona intorno allo stadio verrà chiuso intorno alle 18 così da favorire il monitoraggio degli accessi al Picchi. Uno dei punti più critici è considerato quello del lungomare, che proprio per questo sarà presidiato con particolare attenzione anche dal personale in borghese della Digos.
Tra le due squadre, come sottolineano dalla questura, non c’è una rivalità politica, bensì territoriale e calcistica. Senza dimenticare antichi rancori, scaturiti peraltro dopo una fase in cui le squadre erano state addirittura gemellate. Nel 2001 a San Rossore le due tifoserie furono protagoniste di violenti scontri con lancio di pietre, panchine rotte e seggiolini portati via dallo stadio. E un bis più recente risale a qualche anno fa, quando due gruppi di avversari si fronteggiarono in un’area di servizio. «Consapevoli dell’accesa rivalità calcistica tra le due tifoserie, su impulso del questore Marcello Cardona abbiamo rafforzato le misure di sicurezza - spiega il dirigente dell’Anticrimine, Francesco Zerilli - ma riteniamo che non ci siano motivi di preoccupazione: siamo certi che assisteremo a un grande spettacolo sportivo con la gioia del pubblico, senza problemi».
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