Il Tirreno

Livorno

Il grido del capitano «Con uno stadio così è sparita la paura»

di Fabrizio Pucci
Il grido del capitano «Con uno stadio così è sparita la paura»

Andrea Luci svela i segreti di questa partenza strepitosa «Tifosi che ci spingono, spogliatoio unito e un mister super»

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LIVORNO. Una settimana intensa. Il successo di Crotone è benzina sul fuoco dell'entusiasmo. E dietro l'angolo c'è il big match con lo Spezia. Attesa spasmodica, pathos in rapida crescita, prevendita dei biglietti che procede spedita. Tante emozioni da gestire per non arrivare troppo carichi all'appuntamento del Monday night. Il flusso viene fermato per un attimo da Andrea Luci.

Andrea, partiamo dai tifosi. Sabato ci sarà la festa della Curva Nord a cui parteciperà la squadra. Rispetto all'anno scorso sembra di sognare.

«Esatto. Nella passata stagione c'era un ambiente pesante e spesso non sembrava neanche di giocare in casa. Gli spalti erano praticamente deserti. Adesso avvertiamo la presenza dei tifosi e anche gli avversari quando entrano in campo capiscono che devono fare i conti con un ambiente unito in cui la gente sta al fianco di chi gioca».

In questa fase è più la squadra a trascinare i tifosi o il contrario?

«Diciamo che è un mix. Di certo la curva piena è molto importante per un gruppo giovane come il nostro».

Lunedì arriva lo Spezia e tra i tifosi c'è grande mobilitazione.

«Lo so. Abbiamo incontrato una rappresentanza della curva. I ragazzi ci hanno spiegato l'importanza della partita. Quella con lo Spezia è una sfida sentita. Abbiamo assicurato il nostro massimo impegno, che sarebbe stato, comunque, identico anche di fronte a un altro avversario».

Già, ma la squadra di Serena è molto pericolosa.

«Certo. Hanno giocatori di categoria superiore come Sansovini, Okaka e Antenucci. Ma noi siamo convinti del fatto nostro. In queste prime giornate solo il Cittadella ci ha messo sotto. Con le altre siamo sempre stati propositivi».

Tu sei il capitano e rappresenti il gruppo dinanzi alla tifoseria. Una responsabilità in più?

«No. È un onore. Insieme al mio compagno di squadra Luca Mazzoni cerchiamo di avvicinare il più possibile il Livorno alla città. Abbiamo studiato iniziative per consolidare il rapporto tra squadra e tifosi».

Ci sono immagini destinate a rimanere nella memoria. Davide Nicola che a Crotone scuote i giocatori a fine partita è una di queste.

«Sì, in effetti è stata una bella scena. In quel momento il mister ha sciolto la tensione di una gara molto intensa».

C'è un clima nuovo anche all'interno dello spogliatoio ?

«Sì. E lo si vede pure in campo. Durante la partita ci aiutiamo mentre l'anno scorso questo non accadeva».

Cercate molto la conclusione dalla distanza. È una richiesta specifica di Nicola?

«No. Molto più semplicemente sfruttiamo le caratteristiche dei nostri giocatori. Siligardi ed Emerson per esempio sono dotati di un tiro molto potente e preciso e ci provano spesso».

Sta di fatto che questo Livorno è a immagine e somiglianza del suo tecnico.

«Sì. Nicola ha lavorato soprattutto sul piano mentale. Ci ha fatto capire che non dobbiamo aver paura e che è fondamentale non soffermarci sui nostri errori. Dobbiamo prenderne atto, ma dimenticarli. Davide è sta facendo un grande lavoro".

Secondo te dove potere arrivare?

«È presto per dirlo. Aspettiamo Gennaio. Intanto continuiamo così: scendiamo in campo cercando sempre la prestazione. E se non ci sediamo quando andiamo sul doppio vantaggio è pure meglio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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