Gioco
Il leone nella gabbia Massimo Rizzoli combatte e saluta
Si chiude la carriera di un mito delle arti marziali «L’ultima sfida, poi dedicherò la vita solo a mio figlio»
LIVORNO. Sarà l’ultima volta. Massimo Rizzoli l’ha voluta, l’ha inseguita, l’ha trovata. L’ultima volta per combattere e chiudere per sempre una carriera che lo ha portato in giro per il mondo a conquistare titoli e fama.
Sono ormai passati più di sei anni dal suo ultimo match ufficiale: Massimo, che di anni oggi ne ha 46, non ha mai annunciato il suo ritiro, ma in molti con il passare del tempo si erano probabilmente rassegnati all’idea di non vederlo più nelle vesti di lottatore. Invece qualche mese fa se ne è cominciato a parlare, e adesso finalmente la notizia è ufficiale: il prossimo 24 novembre Massimo entrerà nella gabbia montata al Palamacchia per affrontare la sua sfida finale, al termine di un programma giornaliero che vedrà combattere altri eccellenti atleti livornesi come Yari Orsini, Johnny Cecchini e Giorgio Pietrini.
Per gli annali sarà un match valido per la categoria dei superleggeri MMA (arti marziali miste), per la città sarà lo storico epilogo della sedicesima edizione della “Resa dei conti”, per Massimo sarà un momento da vivere al culmine dell’emozione: «Molti mi chiedono il perché di questa scelta. Chi te lo fa fare, mi dicono, e se poi perdi? Ma io non vedo l’ora che quel giorno arrivi. È una sfida che ho fortemente voluto, perché combattere mi piace ancora, mi ha dato tanto ed è stata l’esperienza più bella ed educativa della mia vita. E poi avevo voglia di combattere nella gabbia e in tutta la mia carriera non ne avevo ancora avuto l’occasione. La sconfitta? Nello sport bisogna sempre metterla in conto. Ma io mi alleno sempre per vincere e sarà così anche stavolta».
Ma c’è un’altra motivazione profonda per cui Massimo entrerà in quella gabbia, nella quale si incroceranno passato e futuro, uomo e lottatore, e dalla quale uscirà per intraprendere un’altra grande sfida: «A dicembre diventerò padre. Voglio concedermi questo ultimo atto prima di dedicarmi al bambino che nascerà, prima di essere definitivamente suo; perché so anche lui sarà un lottatore, non so in che cosa, ma lo sarà».
Ci sono sempre misura e serenità negli occhi e nelle parole di Massimo, quelle doti per cui si è imposto non solo come atleta ed istruttore di altissimo livello ma anche come figura sui generis nello scenario italiano delle arti marziali. La sua sensibilità sociale, la sua attenzione alle problematiche del mondo sportivo e la sua schiettezza hanno fatto crescere i suoi ammiratori ma hanno incontrato anche qualche detrattore: “Non sono molto amato nell’ambiente MMA Io non amo certi atteggiamenti machisti ed elitari, e anche l’indifferenza che in quel mondo a volte si respira verso ciò che c’è fuori. Scommetto che ce n’è più d’uno che spera di vedermi al tappeto il 24 novembre (ride)».
All’appuntamento Massimo arriverà anche grazie all’aiuto dei molti con cui in queste settimane si sta allenando e che quella sera saranno nel suo angolo: «Devo ringraziare Andrea Picchi, che mi segue per la parte di brasilian ju-jitzu, e il mio preparatore atletico Francesco Vaccaro. Poi c’è Lenny Bottai, con il quale ci siamo scambiati il ruolo di istruttore ed allievo: lui è contento che stavolta gli tocchi di farmi da cerbero, io sono contento che lui viva questo momento insieme a me (ride). Naturalmente mio fratello Patrizio, che si sta occupando anche della parte organizzativa della serata. E i miei allievi della palestra Rendoki, che sono elettrizzati quanto me e che in buona parte finora mi hanno visto combattere solo in video».
E l’avversario? Sarà Cristian Binda, 35 anni, milanese, soprannominato “Mano di Pietra”, grande esperienza nella gabbia e tante vittorie, attualmente il più bravo in Italia nei superleggeri. Sarà un match vero, che ha già messo in moto un piccolo finimondo in città e scatenato le fazioni sul web. «Mi auguro che Livorno mi faccia sentire il suo sostegno», dice Massimo, ma basta poco per rendersi conto che quel sostegno è già alle stelle.
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