Gioco
Iachini vota Livorno «C’è stata la svolta»
Intervista al tecnico specialista in promozioni dalla B alla A
LIVORNO. Vicino alla vetta e senza soffrire di vertigini. Il Livorno vola e i tifosi si chiedono se quello amaranto è un fenomeno destinato a durare oppure una meteora di inizio stagione. Interrogativi a cui risponde Beppe Iachini, lo specialista in promozioni dalla serie B alla A. Il grintoso tecnico marchigiano la scorsa primavera ha riportato la Sampdoria nella massima serie. Impresa analoga l'aveva compiuta con il Chievo nel 2008 e il Brescia nel 2010. E ora analizza la stagione appena iniziata.
Iachini, questo primo segmento di campionato ha espressi alcuni valori. Sono attendibili?
«Sì, ma per esprimere un giudizio approfondito servono almeno dodici giornate. Sassuolo, Livorno e Verona sono partite fortissimo e dietro regna l'equilibrio».
Già. Non ci sono più le big di una volta…
«Esatto. Oltre alle squadre che ho citato ce ne sono almeno altre sei in grado di lottare per i playoff: Brescia, Modena, Spezia, Varese e, nonostante la penalizzazione, Bari e Padova».
Si dice che ci ben comincia è a metà dell'opera.
«Le tre battistrada hanno subito fatto un pieno di autostima e consapevolezza nei propri mezzi che può essere determinante. A metà dell'opera non direi. Il campionato di B è lungo e imprevedibile".
È sorpreso dal Livorno?
«Niente affatto. Anche l'anno scorso la squadra aveva dai valori qualitativi importanti. Era molto difficile affrontare gli amaranto. La loro, però fu una stagione incredibilmente sfortunata. Adesso tutto gira per il verso giusto. E ne sono felice. Sa perché?».
Perché?
«Per i tifosi. La gente di Livorno merita grandi soddisfazioni. E poi per il presidente Spinelli ed Elio Signorelli. Li conosco bene e so con quanta passione portano avanti il progetto Livorno».
Si dice che in passato lei sia stato almeno in un paio di circostanze vicino a sedersi sulla panchina amaranto.
«Non sono io a doverlo dire..».
Torniamo alla squadra. Anzi. A un singolo: Siligardi.
«Luca è un ottimo giocatore che finalmente sta dimostrando tutto il suo valore, ma ci sono altri elementi importanti. Attaccanti come Dionisi e Paulinho, per esempio, sono un lusso. E anche in mezzo c'è gente di grande spessore ed esperienza come Luci e Belingheri. E poi Nicola è un giovane allenatore emergente che sta facendo davvero molto bene».
L'anno scorso alla Sampdoria ha allenato Gentsoglou.
«Ha ottime potenzialità. L'anno scorso era chiuso da Obiang e Krsticic, ma il suo valore è fuori discussione. Il suo ruolo è quello di playmaker basso, davanti alla difesa. È l'ideale per il modulo adottato da Nicola. Savvas è un ottimo ragazzo e ha piedi buoni. Il Livorno ha fatto un bel colpo».
In una parola. Il Livorno può durare nella parti alte della classifica?
«Come ho detto la squadra è ben strutturata, ma ci sono tanti fattori che possono minare la continuità di rendimento di un gruppo».
Quali sono le variabili che più importanti?
«La mentalità e il carattere sono le prime. In un campionato durissimo come questo prima o poi arrivano momenti-no. Ecco. Allora bisognerà tener botta, come si dice in gergo. E il ruolo dell'allenatore è importante. In questo senso Nicola è una garanzia. Poi c'è il mercato di gennaio…».
Sì. L'anno scorso il Livorno si rinforzò, ma altre volte ne è uscito indebolito.
«Quello è un periodo delicatissimo. Molte squadre piazzano colpi che si rivelano decisivi. Sarà determinante la posizione di classifica della squadra in quel momento. Se gli amaranto saranno ancora in zona promozione, vedrete che il presidente Spinelli non lesinerà. In effetti a gennaio si possono variare gli equilibri della stagione. In certi casi, può davvero bastare anche un solo acquisto per cambiare la storia di un campionato in senso positivo».
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