Gioco
La rivincita di Pedrosa ma Lorenzo resta leader
MotoGP: il pilota della Honda guadagna cinque punti sul diretto avversario Rossi (8º) ancora male. Brutta caduta per Hayden ma senza conseguenze
ARAGONA. Cinque punti guadagnati, per Dani Pedrosa, su Honda, nei confronti di Jorge Lorenzo (Yamaha), che guida sempre la classifica del Mondiale MotoGp. Ma la gara di Aragona - lotta tutta spagnola andata in scena nel deserto di Alcaniz, lo stesso che in passato è stata scena dei duelli di molti “spaghetti western” - non va vista solo in questa prospettiva. Lorenzo aveva vinto un round sabato, andando a conquistare una pole position per nulla scontata, su un circuito peraltro mai amico delle Yamaha. La prestazione del maiorchino lasciava presagire un qualche vantaggio della M1 nei confronti della Honda, trovato magari nei test che si sono svolti proprio sul tracciato del Motorland a inizio settembre. Il bluff però è subito venuto alla luce: è bastato un solo sorpasso per decidere la gara. Pedrosa ha tenuto d’occhio il suo avversario scoprendone tutte le sue linee e i punti di accelerazione, per freddarlo senza possibilità di appello, come in un duello western appunto.
Per Pedrosa si tratta di una rivincita, soprattutto dopo lo zero in classifica rimediato a Misano. «La direzione di gara - ha detto lo spagnolo della Honda - ha commesso un’ingiustizia con me per avermi obbligato a spostarmi dalla griglia, cosa che non è stata fatta in quell’occasione con Abraham, anche lui con problemi alla moto».
Lorenzo, dal canto suo, non è soddisfatto. La Honda, partita in sordina per il cambio dei regolamenti di inizio anno che l’avevano svantaggiata, ha recuperato terreno sulla Yamaha, che a questo punto si deve rimettere sotto per colmare il gap tecnico. «Nonostante il secondo posto - ha detto Lorenzo - sono soddisfatto perchè il mio vantaggio in classifica rimane, anche se diminuito. Dani era molto più a posto di me in questa gara, vedremo in Giappone».
Speranze nella trasferta che ci sarà tra due settimane a Motegi le ha anche Valentino Rossi, che ad Aragon ha fatto una gara incolore. Prima il contatto con Jonathan Rea (Honda), poi un lungo e alla fine un ottavo posto a 44 secondi da Pedrosa. «Il potenziale della nostra moto su questo circuito - ha detto Valentino - era il sesto posto. Con il nuovo telaio possiamo chiudere meglio le curve. A Motegi in teoria possiamo fare meglio. Lo scorso anno, prima di essere buttato fuori da una Yamaha, stavo andando bene e su quella pista le Ducati si sono comportate sempre bene». Da rivedere la sicurezza del tracciato, dopo la brutta caduta di Nicky Hayden, che ha sbattuto contro una paratia alla fine di una via di fuga, finendo alle spalle delle barriere. Per fortuna niente di grave per lui.
In questa giornata di gare, tricolore sul podio solo per merito di Andrea Dovizioso, che ha vinto la lotta tutta Yamaha per il terzo posto in MotoGP.
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