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Borriello: più forte dopo l’esperienza all’Inter

Borriello: più forte dopo l’esperienza all’Inter

LIVORNO. Comunque vada, quella stagione disputata con la maglia dell'Inter non se la scorderà mai. Sembra ieri il giorno in cui Salvatore Borriello, a 17 anni, ricevette la grande chiamata: gli...

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LIVORNO. Comunque vada, quella stagione disputata con la maglia dell'Inter non se la scorderà mai. Sembra ieri il giorno in cui Salvatore Borriello, a 17 anni, ricevette la grande chiamata: gli osservatori della società nerazzurra lo avevano visto all'opera nelle giovanili del Livorno e lo volevano a Milano; invece è passato più di un anno, e Salvatore lo ha trascorso in gran parte con una maglia da difensore nella Berretti dell'Inter campione d'Italia, sotto la guida di mister Sergio Zanetti, fratello di Javier, a farsi le ossa e a maturare come forse solo in un grande club europeo è possibile fare.

«A Milano – dice – mi sono ambientato bene da subito. Credevo di trovare compagni di squadra che si credevano già campioni e invece ho incontrato tanti ragazzi umili. L'Inter è una grande società, ha grandi mezzi e strutture: dal punto di vista tecnico ho imparato molto, comprese quelle che in campo si chiamano le malizie del calcio. Ma è stata un'esperienza fondamentale anche sul piano umano: ho vissuto da solo e lontano da casa per un anno intero, nel convitto in cui ero ospitato insieme ad altri ragazzi minorenni».

Parla al passato Salvatore, perché da qualche mese è tornato alla base: la sua esperienza in nerazzurro era il frutto di un accordo per un prestito annuale e alla naturale scadenza il Livorno lo ha rivoluto tra le sue file; sabato scorso, nella prima giornata di campionato, Salvatore ha esordito al centro della difesa della Primavera, un gigante nel gioco aereo e una guida per senso della posizione, dove ha ritrovato il suo vecchio gruppo e il suo vecchio mister Simone Venturi:

«Il mio cartellino – prosegue il racconto di Borriello – è del Livorno, che lo detiene fino al prossimo giugno. Alla fine del periodo di prestito era l'Inter a dover decidere se avanzare richieste, ma la dirigenza ha deciso di tenere nel gruppo della Primavera molti ragazzi del 1993, per cui io stesso, davanti alla possibilità di giocare molto poco, ho pensato fosse più opportuno tornare con il Livorno. Qui mi sento a casa, sono tornato a giocare insieme a ragazzi con cui avevamo già fatto un bel pezzo di strada insieme».

Certo il sogno dell'Inter e di un calcio da giocare al livello più alto possibile non è svanito: «Spero e credo che l'Inter mi continui a seguire. E da parte mia cercherò di esserne all'altezza. Tutto ciò naturalmente senza nulla togliere al Livorno, in cui trovo molto bene; anzi, oltre a pormi l'obiettivo di disputare una buona stagione, coltivo con umiltà anche la speranza di riuscire ad entrare prima o poi nel giro della prima squadra»

Alessio Traversi

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di Redazione web