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Livorno

Attenti a quei tre Il tridente amaranto risveglia la fantasia

di Alessandro Bernini ; di Alessandro Bernini
Attenti a quei tre Il tridente amaranto risveglia la fantasia

Dionisi, Paulinho, Siligardi: in B il potenziale è enorme E ora ci sono 4 giorni per resistere alle sirene del mercato

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LIVORNO. L’ultimo “tridente delle meraviglie” ci sfuggì di sotto il naso a fine agosto, dopo la prima giornata. Eravamo in A, i nomi erano forse più nobili (Tavano-Diamanti-Lucarelli), e quei tre con Ruotolo non giocarono insieme nemmeno un quarto d’ora durante il precampionato.

Adesso ci sono altri tre attaccanti che hanno risvegliato la fantasia. Non parliamo di “sogni” perché siamo alla prima giornata e volare troppo sarebbe da pazzi. Però quei tre, Paulinho, Dionisi e Siligardi, sono un raggio di sole che può regalare di nuovo il gusto di vedere una partita di calcio. Anche perché con Davide Nicola c’è un gioco, una manovra, una logica per metterli nelle condizioni di far male.

Lo scorso anno. C’erano tutti e tre anche lo scorso campionato, è vero. Ma insieme li abbiamo visti poco. Soprattutto Luca Siligardi è rimasto a lungo ai margini: arrivò a fine mercato, fu buttato dentro subito (troppo presto sostenne qualche dirigente) e fece crac.

Il suo valore si capì solo nel finale di stagione. E forse è stato un bene perché riscattarlo dall’Inter è stato tutto sommato facile, senza azioni di disturbo di altre società.

Due gol e due assist. Il tridente si è presentato all’alba del campionato in casa della Juve Stabia e ha scassinato tutto. Bottino: due gol (1 Siligardi e 1 Dionisi), due assist (Paulinho) e la costante sensazione di poter fare a fette la difesa campana.

L’ultima volta che il Livorno segnò tre reti in trasferta al debutto è datata 30 agosto 2008, 1-3 sul campo di Avellino, in serie B. Una stagione che poi non andò affatto male.

Centrocampo di peso. Questo è un tridente vero. Molti allenatori spacciano per 4-3-3 moduli che in realtà sono 4-5-1, Nicola chiede, sì, una mano a Siligardi e Dionisi, ma non li sfianca certo a fare i terzini.

È chiaro che per reggere un artiglieria del genere, serve un centrocampo di peso. Del regista classico si può anche fare a meno, molto meglio gente tosta, robusta, che copre la difesa. Luci e Belingheri poi sono perfetti per far ripartire l’azione.

Spetta poi al tecnico e ai dirigenti capire se l’attuale rosa ha gli uomini giusti per questo tipo di ruolo. Di certo c’è grande considerazione del greco Gentsoglou.

Il rischio mercato. Tutto bello, tutto molto entusiasmante. Peccato che oggi è il 28 agosto e non il 28 settembre. Ci restano quattro giorni di mercato che molti tifosi vivono col timore di una partenza, quella di Paulinho.

Vogliamo essere fiduciosi per due ragioni. 1) Spinelli ha garantito che non cederà mai Paulinho in serie B, a nessuno. 2) Spinelli non ha mai regalato giocatori, chi li vuole deve pagarli profumatamente e di questi tempi il 90% delle società hanno le ragnatele in tasca. Il 90% a stare stretti.

Aspettiamo e speriamo. Le alternative in giro sono abbastanza misere, gente come Bernacci (con tutto il bene possibile, perché lo scorso anno segnò un gol decisivo per la salvezza a Gubbio) o Plasmati vale la metà di Paulinho. Forse.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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