Il Tirreno

Livorno

Un Livorno da fuochi d’artificio

di Renzo Marmugi
Un Livorno da fuochi d’artificio

Attacco devastante, splendida vittoria in rimonta (3-1) sul campo della Juve Stabia

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DI STABIA. Fai bei sogni, dice un best seller di questi tempi. Il Livorno vince in rimonta, come nel campionato scorso, e regala a Davide Nicola un debutto speciale in serie B. Tre punti d’oro, arrivati dopo l’espulsione di Zito (9’ st), con la pazienza di chi sa attendere il momento giusto per colpire. Possesso palla e poi ripartenze secche, assassine. Per tornare a casa col malloppo.

Ma la notte del “Menti” non è stata tutta oro e diamanti perché la fisicità della Juve Stabia ha fatto ballare spesso la difesa, e le sofferenze dalle parte di Mazzoni non sono mancate, specialmente sui palloni alti. Due traverse (una sullo 0-0, l’altra sull’1-1), qualche indecisione soprattutto nei difensori centrali, poca spinta dalle fasce con Salviato e Gemiti, tenuti quasi sempre bassi da Zito e Acosty. Però ogni volta che partiva il treno delle meraviglie erano sempre pericoli. Siligardi in serie B è un’arma letale, Paulinho ha protetto mille palloni e regalato due assist da favola a Salviato e Dionisi, autore del 3-1.

E nel secondo tempo l’ingresso di Emerson nell’inedita posizione di centrocampista basso davanti alla difesa, oltre a regalare centimetri nei duelli aerei, ha confermato che a Nicola il coraggio non manca davvero. Il cantiere amaranto è sempre aperto, ma quando vedi giocatori che potrebbero cambiare maglia da qui al 31 agosto come Schiattarella sbattersi e calamitare un mare di palloni hai la conferma che lo spirito del gruppo è quello giusto. Indipendemente dagli interpreti.

Sorpresa. Il Livorno è quello previsto, con Schiattarella centrocampista al posto di Belingheri, mentre la Juve Stabia lascia fuori l’ex Danilevicius per la freccia Mbakogu e l’acciaccato difensore centrale Figliomeni (dentro Murolo). Amaranto spigliati, quando ripartono il tridente è sempre pericoloso, ma se a spingere sono le “vespe” la difesa soffre, anzi balla la taranta. Il tema del match è questo, tenere quanto più lontano possibile il pallone dall’area. Anche se i campani ci provano diverse volte e ogni cross dalle parti di Mazzoni è un tuffo al cuore.

Inevitabile. La Juve Stabia guadagna due corner quasi consecutivi: sul primo Zito colpisce la traversa con il portiere sorpreso dalla traiettoria, sul secondo (34’) Mazzoni abbozza l’uscita, poi resta a metà strada, e Murolo di testa manda la palla oltre la linea bianca malgrado il disperato tentativo di Luci. Ma con l’arrivo di Nicola qualcosa sotto quelle maglie è cambiato: il tecnico odia le facce tristi, infatti sullo 0-1 il Livorno riparte come niente fosse e al 43’ pareggia con un’azione da leccarsi i baffi: apertura di Molinelli per Luci, passaggio profondo a Paulinho. Il brasiliano di tacco fa un assist al bacio per Salviato che infila tra palo e portiere. Eurogol.

Cambio. Dopo l’intervallo il primo cambio amaranto: dentro Emerson al posto di Molinelli, ammonito dopo appena 2’. Il brasiliano si accomoda in mezzo davanti alla difesa, in pratica il 4-3-3 non cambia. Ma la febbre del sabato sera là dietro rimane una costante, ogni pallone alto delle “vespe” diventa un incubo. Cross di Zito e Bruno centra la traversa a portiere battuto (2’), mentre la velocità di Acosty e Mbakogu fa sempre paura. Al 9’ Zito si tuffa in area come Tania Cagnotto su un anticipo di Bernardini, prende il secondo giallo e lascia i suoi in dieci.

Game over. L’uomo in più amplifica le certezze amaranto, il siluro mancino di Siligardi che gonfia la rete da 25 metri è un ulteriore pieno di autostima. La Juve Stabia si sbilancia mettendo anche la seconda punta, Danilevicius, e il contropiede ospite la fulmina: discesa e assist di Paulinho per Dionisi, che trafigge il portiere. Mamma, butta la pasta.

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