Il Tirreno

Livorno

Nicola coccola i suoi «Grande orgoglio Paulinho? Resta qui»

dall’inviato
Nicola coccola i suoi «Grande orgoglio Paulinho? Resta qui»

Debutto da incorniciare del tecnico, decisive le sue mosse «Sapevo che Emerson poteva giocare in mezzo al campo»

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CASTELLAMMARE DI STABIA. Davide Nicola ha 39 anni, ma sembra un veterano di mille battaglie. Ha preso tre punti in trasferta su un campo difficile, il manto sintetico del Romeo Menti, vincendo un’altra volta in rimonta. Come contro il Perugia il Coppa Italia. E questo Livorno capace di risalire la china senza battere ciglio in un ambiente ostinato e contrario diventa già una notizia.

Mister, un’altra partita vinta in rimonta....

«Mi fa piacere. In passato questa squadra perdeva la testa, si disuniva dopo gli episodi negativi, invece anche quando abbiamo subito il gol siamo ripartiti. I ragazzi sono rimasti uniti e poi l’uomo in più ci ha permesso di alzare il baricentro. La Juve Stabia ci ha messo in difficoltà, pratica un calcio difficile da interpretare, con tutti quei lanci lunghi per gli uomini davanti. Dei marcantoni contro cui non è facile giocarci contro. Arrivano palle precise anche da Seculin...».

È per questo che Paulinho andava sempre a disturbare i rinvii del portiere campano?

«Seculin di piede ha una gittata lunga e precisa, se viene lasciato libero di calciare perché tu ti abbassi diventa ancora più pericoloso. Paulinho è stato bravissimo, avevamo studiato questa mossa e lui si è sfiancato in un lavoro incredibile. Anche se non poteva certo farlo per tutta la partita».

Un collega locale gli chiede: cosa pensa dell’espulsione di Zito?

«Io due anni fa in LegaPro ho fatto una scelta e intendo portarla avanti: non commento mai gli episodi di una partita, sia a favore che contro. E mantengo la mia posizione. Piuttosto che delle decisioni arbitrali preferisco guardare la prestazione della mia squadra».

Come la giudica?

«Abbiamo sofferto su questi palloni lunghi per Bruno e Mbakogu, e per due esterni molto veloci come Zito e Acosty. Volevamo impostare una partita diversa, cercando di giocare di più palla a terra, ma gli unici pericoli corsi sono arrivati dai lanci lunghi e alti. Non era semplice giocare qui, su un campo diverso da quello a cui siamo abituati, in uno stadio che non ha smesso un attimo di incitare la Juve Stabia. Poi nel secondo tempo siamo venuti fuori, girando la partita dalla nostra parte».

La mossa di Emerson davanti alla difesa al posto di Molinelli è stata coraggiosa e al tempo stesso decisiva.

«Non è stato un colpo di magia, non è un cambio che fa vincere o perdere una partita. Semplicemente è nata dal fatto che con Molinelli facevamo fatica a respingere i loro lanci lunghi. Il ragazzo si è battuto, ha saltato mille volte, ma loro spizzavano i palloni, spingendoli avanti verso la nostra area, e da lì nascevano pericoli costanti. A Emerson ho dato un compito che da ragazzo già faceva, visto che è nato centrocampista, diventando difensore più avanti. Con lui il Livorno ha alzato una barriera, molte palle le abbiamo respinte. Non ha ancora i 90’ nelle gambe, ma la possibilità di utilizzarlo in quel modo ci dà un’identità più elastica».

Siligardi, Paulinho e Dionisi è un attacco stellare, gli chiede un giornalista di casa.

«È lo stesso attacco dell’anno scorso. Per me sono molto bravi e non li cambierei con nessuno. Il futuro di Paulinho? Il presidente Spinelli è stato chiaro: c’è la voglia e la volontà di trattenerlo».

Renzo Marmugi

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