Gioco
Sotto effetto Zeman: a Roma c’è solo... la Roma
L’effetto mediatico è devastante e travolge la Lazio, contestata nonostante l’Europa e i derby vinti
ROMA. Quarto posto, ancora Europa, due derby vinti: lo scorso maggio la Lazio si era costruita un'ottima dote. Sono bastati tre mesi per azzerare tutto: adesso, a sei giorni dall'inizio del campionato, l'ambiente è profondamente depresso, la contestazione (ma quando mai è cessata?) verso Lotito e il diesse Tare è nuovamente montata. Un solo innesto (lo svincolato brasiliano Ederson), un allenatore esordiente in A (Petkovic) che sembra voglia proporre una difesa altissima e un rischiosissimo 4-3-3, un gruppo che andrebbe puntellato ma che invece si scontra con l'immobilismo societario: trattative estenuanti abbozzate, oppure sfumate.
Senza contare il mancato rinnovo a Diakite (con il centrale francese pericolosamente in scadenza il prossimo giugno), il sesto anno senza sponsor sulle maglie, una emorragia profonda nella campagna-abbonamenti (solo dodicimila staccati ma un terzo sono quelli dedicati ai bambini) che testimonia ormai un solco terribile tra gran parte della tifoseria e gli attuali vertici societari. Poco importa che, tra qualche giorno, venga inaugurata la tv ufficiale pay del club: in campo non vanno antenne o parabole.
La Roma, al contrario, è un vulcano che pulsa emozioni. L'ingaggio di Zeman, mediaticamente, è stata una intuizione folgorante. La Roma è sempre sui giornali, sul web, in tv: basta una intervista o una riflessione del tecnico per aprire dibattiti, incrementarli, scatenare polemiche. In Italia e nel mondo: un marchio che tira, in coerenza con le aspettative della cordata americana (che festeggia il primo anno di reggenza romanista).
E, dal punto di vista tecnico, Zeman è una assoluta certezza. Sta plasmando una squadra profondamente offensiva, schierando addirittura Lamela, fino allo scorso anno allineato nel terzetto d'attacco, sulla linea dei centrocampisti. Tutti liberi di giostrare dalla trequarti in avanti, approfittando dei tagli e delle verticalizzazioni degli attaccanti. Una squadra che piace, intriga, trasmette emozioni. Certificate dall'entusiasmo che circonda Trigoria: raddoppiati gli abbonamenti, rispetto allo scorso anno, attesa spasmodica per l'avvio del campionato, Roma accreditata di un torneo d'elite, al mozzo della Juve, davanti (forse) alle due milanesi.
Sensazioni opposte, dunque, avvolgono le due squadre romane. A meno che il City e Mancini non convincano De Rossi, la società ceda in extremis il mediano, aprendo cosi' un buco in mezzo al campo e, soprattutto, tradendo in parte i tifosi.(g.b.)
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