Il lutto
I duetti con Balotelli e ora ecco il Livorno: è rinato Siligardi
L’Inter, gli infortuni, la voglia di rialzarsi, la dedica al Moro «Vengo da una famiglia umile, questa è la mia piazza»
LIVORNO. Top player. Alla lettera, in campo teatrale o cinematografico, significa interprete principale. Il concetto, applicato al calcio, descrive invece un tipo di giocatore con qualità superiori alla media e per questo in grado di fare la differenza nella singola partita e di portare in dote numerosi punti in classifica.
Il fuoriclasse. Il Livorno, per fortuna, ma pure per merito di chi lo ha visionato e acquistato, un top player per la serie B ce l'ha: è Luca Siligardi, attaccante mancino che gioca a destra, vicecampione d'Italia con la primavera dell'Inter del 2008 al fianco di Balotelli Nel repertorio del ragazzo di Correggio c'è quello che serve a un attaccante per indirizzare le partite: corsa, talento, scatto nel breve che gli consente di saltare l'uomo con irrisoria facilità, tiro e precisione.
Ha 24 anni, il “Sili” e il Livorno lo ha blindato con un contratto valido fino al 30 giugno 2015. Il suo cartellino è interamente amaranto , perché la società nelle scorse settimane ne ha acquistato la seconda metà dall'Inter nel contesto dell'operazione Bardi che ha portato anche 2,7 milioni nelle casse del Livorno e tutto Dell'Agnello: un gran colpo. E lui di colpi, nella afosa serata ardenzina di sabato ne ha battuti due.
Famiglia e hobby. In settanta secondi, a inizio ripresa: boom boom, Perugia ribaltato, copertina strameritata, per la gioia dei genitori presenti, come sempre in tribuna: «Non saltano mai una mia partita - dice sorridendo - e neanche con questo caldo sono voluti mancare. Mamma lavora in un centro commerciale. Papà alla Landini Trattori. Siamo una famiglia normalissima. Sono miei supertifosi anche gli zii materni. Ho un fratello, Francesco, che ha diciannove anni e con il quale condivido l'hobby della pesca. Ma lui è più bravo di me. Va sui fiumi. Io sui laghetti. E ha molta più pazienza di me. Io quando capisco che i pesci non abboccano, mi distraggo, mi metto a giocare col cellulare e me ne torno presto a casa».
Trampolino di lancio. Chiuso l'album di famiglia, Siligardi torna a parlare di calcio. L'anno scorso fu l'ultimo acquisto estivo. In questa stagione, invece, è indicato da tutti come il possibile protagonisti.
In dodici mesi è cambiato il mondo: «Sì. Ricordo che il mio primo giorno in amaranto coincise con quello della presentazione della squadra. Purtroppo - prosegue - nella passata stagione ho dato il mio contributo per soli sei mesi perché nella prima parte non stavo bene. Non avevo svolto la preparazione ed ero stato tormentato da numerosi acciacchi. Adesso è un'altra storia. Sul piano fisico ho accusato un piccolo fastidio alla schiena, ma l'ho superato brillantemente. Per il resto mi sento considerato dalla società, dal tecnico e dai tifosi. Quando senti fiducia intorno e vieni considerato un giocatore importante non puoi che esserne lusingato. E poi sentirsi importante ti carica in un modo incredibile. Sul piano personale, se la fortuna mi assiste questa può essere davvero una stagione cruciale me. Mi serve solo un pizzico di continuità».
L'analisi della squadra. Siligardi allarga lo spettro delle sue considerazioni del suo Livorno: «Le indicazioni fornite fino ad ora sono buone - dice - e sono state confermate nella partita con il Perugia. Al di là delle doppiette mie e di Dionisi, abbiamo creato tante occasioni da gol. Dobbiamo essere leggermente più concentrati sotto porta per finalizzare la mole di gioco sviluppata». La crescita della squadra è evidente anche sul piano del carattere: «Sì - conferma l'esterno destro - l'altra sera abbiamo dato una bella dimostrazione di forza. In altri tempi dopo un gol incassato immeritatamente all'ultimo minuto del primo tempo ci saremmo sciolti come neve al sole. Invece stavolta c'è stata la reazione veemente e nel finale il punteggio poteva essere ancora più rotondo. L'obiettivo di stagione? La salvezza. Tutto quello che arriverà in più sarà ben accetto».
Per il Moro. Dopo il primo gol segnato agli umbri, Luca ha alzato l'indice al cielo. Un chiaro riferimento a chi ci ha lasciato troppo presto: «Sì. L'avevo promesso a me stesso e anche, idealmente a lui. Il primo gol è dedicato a Piermario Morosini. Non possiamo e non dobbiamo dimenticarci di lui. Ha lasciato un segno indelebile in tutti noi. Il secondo gol è per la mia famiglia».
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