Gioco
De Rossi in bilico, Cassano in partenza
Mercato in ebollizione: vertice di emergenza in casa Milan, mentre la Roma tenta di trattenere il capitano
ROMA. La dirigenza del Milan tenta di correre ai ripari: il malumore e il distacco della tifoseria, già evidente guardando le sole cifre misere degli abbonati, si è palesata ieri sera con cori e striscioni non certo entusiasti verso Berlusconi, e nettamente contrari al ventilato acquisto di Borriello.
E così a San Siro, prima della partita con la Juventus, è andato in scena un vertice di mercato di mezz’ora fra il patron, Galliani e Allegri, nel quale è stata confermata - anche se Berlusconi ha dichiarato di non saperne niente sfuggendo frettolosamente ai cronisti - la trattativa in atto con l’Inter per lo scambio Cassano-Pazzini: scambio peraltro non facile, perché l’Inter preferirebbe dare Pazzini al Napoli, mentre il giocatore preferirebbe a sua volta andare alla Juventus (ma qui l’ostacolo è lo scambio con Quagliarella che finora non è stato accettato dai bianconeri).
Tifosi protagonisti anche a Roma, dove la curva sud - gremita, all’Olimpico erano quasi 40mila per la partita con l’Aris finita 3-0 con il primo gol di Destro e il bagno di folla per Zeman - ha tributato un’ovazione a Daniele De Rossi, invitato anche dallo speaker a non andare a Manchester. In realtà De Rossi avrebbe già dato il suo assenso a Mancini, e la società sta valutando con ovvia attenzione un’offerta che si aggira sui 30 milioni; il City peraltro ha i suoi problemi, visto che ha perso forse per mezza stagione l’infortunato Aguero e a questo punto dovrà probabilmente togliere dal mercato Dzeko.
Sempre la Roma ha praticamente concluso per il difensore Marquinhos del Corinthians, mentre la Juventus ha rilanciato fino a 20 milioni l’offerta per Llorente e sta cercando di fare un po’ di cassa vendendo Iaquinta all’Amburgo; se l’interesse del Psg verso Lichtsteiner dovesse diventare concreto come sembra, i bianconeri potrebbero tentare di arrivare a Maicon, che sabato potrebbe aver giocato (bene) la sua ultima partita con la maglia dell’Inter.
Le grandi stentano. I problemi delle maggiori squadre italiane, peraltro, sono condivisi da molte grandi europee. Ieri solo il Barcellona (5-1 alla Real Sociedad nell’esordio al Camp Nou con Vilanova sulla panchina) e il Chelsea (2-0 a Wigan) hanno vinto e convinto, mentre il Real Madrid non è andato al di là di un deludente 1-1 in casa con il Valencia: gol di Higuain e Jonas nel primo tempo, poi nella ripresa vano assedio dei “blancos” che sono usciti tra i fischi. E se il Manchester City se l’è cavata per il rotto della cuffia, il Psg miliardario di Leonardo e Ancelotti ha sofferto le pene dell’inferno anche ad Ajaccio, dove non è riuscito ad andare oltre lo 0-0.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
