Gioco
Come farà Allegri? Basta mezza Juve per questo Milanello
Rossoneri in vantaggio ma senza Thiago Silva e Nesta la difesa è un dramma, i bianconeri vincono senza forzare
MILANO. Dopo la Supercoppa anche il Trofeo Berlusconi, e questa volta senza polemiche e cerimonie disertate. È solo un trofeo estivo, ma è un altro segnale: la Juventus sembra aver ritrovato quella mentalità vincente che aveva smarrito e che con Conte ha riscoperto, cucendosi il tricolore sulle maglie dopo un lungo digiuno.
A San Siro finisce 3-2 per i bianconeri, e al Milan è già andata bene: squadra completamente spuntata nel primo tempo, con una difesa imbarazzante dopo la prima mezz’ora. Non c’è Cassano e pare che l’assenza del barese sia legata alla trattativa con l’Inter per lo scambio con Pazzini. Non c’è neanche El Shaarawy (indisponibile), mentre Pato va in panchina. In difesa titolare Zapata, a centrocampo Montolivo e Constant, poi Boateng ed Emanuelson con Robinho finto centravanti, ma soprattutto con una gran confusione che a varie riprese fa disperare Allegri in campo e Galliani in tribuna, mentre Berlusconi appare quasi impietrito.
Nella Juve, Conte segue il match dalla tribuna e in panchina c’è Carrera a dirigere una squadra priva di Buffon e Pirlo e che va in campo con il 3-5-2. Storari tra i pali, Marrone tra Lucio e Barzagli, Pogba regista, Giovinco al fianco di Vucinic.
La partenza è del Milan che senza attaccanti veri manda in tilt la difesa bianconera e che al 9’passa in vantaggio, anche se Storari ci mette molto del suo deviando sul palo un innocuo tiro-cross di Flamini. Per Robinho è un gioco da ragazzi mettere dentro l’1-0. Bella, invece, l’azione che tre minuti dopo porta la Juve al pareggio e a costruirla sono tre “canterani” bianconeri: Giovinco allarga a sinistra, De Ceglie mette in mezzo per Marchisio che in scivolata mette dentro il gol dell’1-1. E qui praticamente finisce la partita del Milan. Vucinic fa il rifinitore e l’attaccante e al 31’ colpisce la traversa con un gran destro. Poi, al 42’, grande invenzione di Marrone che trova uno splendido lancio per Vidal, il cileno aggancia bene, mette a sapere Yepes e batte Abbiati per il vantaggio bianconero con cui si chiude il primo tempo.
Nella ripresa Conte cambia quasi tutta la formazione, mentre Allegri inserisce Pato, ma il “Papero” non entra mai in partita facendosi vedere per un colpo di testa debole e centrale e per un destro schiacciato che fa il solletico a Storari. Ha tutto il tempo per dimostrare chi è, ma nella prima del dopo-Ibra a San Siro, Alexandre stecca. Funziona, invece, la Juventus di Conte (o di Carrera se preferite) che nonostante i tanti cambi dimostra di avere un’identità di gioco che ancora al Milan manca. Le geometrie sono quelle dello scorso anno e anche se non c’è Pirlo, gli inserimenti degli esterni sui lanci dei centrocampisti funzionano alla perfezione. Se ne accorge Abbiati che prima salva su Matri, poi su Giaccherini, ma che al 65’ deve arrendersi al colpo di testa vincente del primo, su assist perfetto del secondo. È il 3-1 bianconero, sipario. Il Milan si procura un rigore (fallo di Masi) e Robinho, uno dei pochi a salvarsi, lo realizza spiazzando Storari, ma la partita era già finita.
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