Sicurezza
Perotti chiama, e la curva risponde
«La squadra è più serena dell’anno scorso perché avverte un clima nuovo: fa piacere che i tifosi la sostengano»
LIVORNO. Ventiquattro ore per sedimentare le sensazioni regalate dal Livorno alla prima ufficiale. Un giorno per rivisitare con la mente i primi novanta minuti ufficiali della stagione. E poi la prima, seppur parziale conclusione: questa squadra piace. E' propositiva e battagliera. Alla lunga può far scoccare di nuovo la scintilla dell'amore con un buon numero di tifosi. Il giorno dopo Livorno-Benevento prende la parola Attilio Perotti, che si gode il primo giorno di vacanza dopo un quantità di tempo indecifrabile.
Gentsoglou ufficiale. Prima di immergersi nell'analisi della partita, però, il dt stakanovista annuncia l'arrivo del giovane centrocampista greco proveniente dalla Sampdoria: «Il giocatore ha firmato. E' a disposizione di Davide Nicola. Lo presentiamo dopo Ferragosto. Forse addirittura la prossima settimana. Vorremmo metterlo in vetrina insieme al difensore che intendiamo prendere a breve». Il nome? Top secret anche se dovrebbe arrivare dalla Reggina. Il favorito è Emerson, ma non dispiace neanche De Rose. Come contropartita tecnica dovrebbe andare in Calabria Schiattarella. L'arrivo di Gentsoglou esclude quello di Giacomazzi: «Abbiamo fatto un tentativo. Il ragazzo per ora vuol restare a Lecce, ma con l'arrivo del greco il reparto è a posto. E l'altro giorno ho visto pure un buon Molinelli Andrea ha grandi qualità tecniche. E' giovane e deve migliorare sotto l'aspetto della personalità».
Buona la prima. Perotti parla volentieri della sfida con il Benevento: «Il primo tempo è stato buono. Nella ripresa abbiamo un po' mollato e questa cosa non è piaciuta né a me né a Nicola. Però nell'insieme il giudizio è positivo. La squadra ha creato molto e ha voglia di mettere in pratica i dettami dell'allenatore. E' chiaro che i margini di miglioramento sono ampi. Siamo all'inizio e questo Livorno è alla ricerca della sua anima. In attacco serve un pizzico di cattiveria agonistica in più e maggiore decisione quando c'è da finalizzare».
Blocco granitico. Perotti non limita l'analisi alla questione tattica o tecnica. Il calcio è anche cuore, emozioni, partecipazione, specie a queste latitudini. Il dt è troppo intelligente per non saperlo ed esprime concetti di spessore, capaci di solleticare la fantasia dei tifosi: «Il gruppo - dice - rispetto all'anno scorso è più sereno. Avverte un clima nuovo, di fiducia e sostegno da parte della gente. Domenica l'incitamento continuo della curva mi ha fatto molto piacere. Qui ci vuole unità d'intenti. Siamo a Livorno e di piazze come questa ce ne sono poche. Ho letto sul vostro giornale che i tifosi della Nord, sebbene non lancino baci e abbracci a Spinelli, hanno deciso di sostenere la squadra e la maglia Ragazzi. Questo è un punto determinante. E' l'atteggiamento che serve a chi scende in campo: massimo calore a prescindere dai rapporti con la società. Se la curva spinge, questi ragazzi prendono ancora più fiducia e, come dico io, si svegliano. L'ho toccato con mano personalmente nelle ultime quattro partite della passata stagione».
I tifosi. Attilio Perotti chiama e, idealmente, la curva risponde. All'indomani della partita con il Benevento prendono la parola di ragazzi della nord: «Ribadiamo che staremo vicini alla squadra. Stiamo studiando iniziative che coinvolgano la gente che vuole bene al Livorno. La maglia è un valore assoluto. La politica del presidente non ci piace, ma questo diventa quasi un dettaglio di fronte al nostro sconfinato amore per l'amaranto». Signori, questa stagione che parte alla chetichella sembra nascondere il germe di un futuro più soddisfacente del recente passato.
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