Toscana
Sorpresa-medagliere: vince il Commonwealth
I paesi che riconoscono Elisabetta come regina chiudono a 48 ori: meglio di Stati Uniti e Cina
LONDRA. Largo agli Stati Uniti, superpotenza dello sport con i suoi 45 ori, e ben ritrovata Cina, il fu colosso emergente ormai emerso senz’altro, specie quando c’è da sgomitare per un posto sul gradino pi— altro del podio. I 38 ori della Repubblica Popolare Cinese mostrano ancora una volta quanto sia ferrea la sua fabbrica dei campioni. Eppure a dare la biada a tutti quanti, nella 30esima edizione delle Olimpiade moderne, è il Regno di Elisabetta II. Certo, la sola Gran Bretagna - che con 29 ori si gode comunque un mirabolante terzo posto - non basta. Ma se si aggiungono gli altri 15 paesi che la riconoscono come capo di Stato i conti tornano: 48 ori e 145 medaglie totali, thank you very much. Insomma, stai a vedere che è il ’piccolò Commonwealth - 137 milioni di persone - la vera potenza da battere? Il resto del reame - Antigua e Barbuda, le Bahamas, il Belize, l’isola di Barbados, l’isola di Grenada, Saint Kitts and Nevis, Santa Lucia, le isole Solomone, Saint Vincent and Grenadines e Tuvalu - sfilano volentieri davanti alla loro regina, alla cerimonia di apertura come a quella di chiusura, e ben si adattano ad affrontare la globalizzazione con alle spalle l’Union Jack. Se poi si aggiungono i risultati del ’grandè Commonwealth, l’associazione di nazioni un tempo parte - pi— o meno - dell’Impero britannico, allora Elisabetta sbanca a mani basse, quasi senza partita. Stati come il Sudafrica, l’India o il Kenya - in tutto il Commonwealth conta 54 membri - aggiungono 7 ori e 34 medaglie totali al conteggio. Si chiude dunque con 55 ori e 178 medaglie.
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