Il Tirreno

Livorno

Luci illumina e segna e in Coppa Italia il Livorno va avanti

di Renzo Marmugi
Luci illumina e segna e in Coppa Italia il Livorno va avanti

Battuto il Benevento che dopo neanche mezzora resta in dieci (espulso il portiere). Nel terzo turno ci sarà il Perugia

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LIVORNO. Missione compiuta. Il cantiere amaranto taglia il nastro della nuova stagione ufficiale domando il Benevento e saltando al terzo turno della Coppa Italia, dove (sabato, ore 20.45) incontrerà in casa il Perugia, che a sorpresa ha eliminato il Bari.

Impressioni. Mezzora abbondante di quel calcio che Nicola sta cercando di trasmettere al suo Livorno: pressing anche alto, occupazione degli spazi, distanze giuste fra i reparti, dialoghi e sponde anche negli spazi stretti, aperture e cambi di campo alternate a passaggi profondi. E poi spinta sulle fasce, soprattutto a sinistra, dove Gemiti ha compiuto numerose incursioni. E’ una nuova mentalità quella che il tecnico piemontese vuole instillare nei suoi giocatori: un lavoro lungo e in profondità, che richiede tempo. Ma le impressioni sulle potenzialità del nuovo Livorno sono positive, anche se l’espulsione del portiere Gori (fallo da ultimo uomo su Paulinho che l’aveva saltato in dribbling e si apprestava a segnare a porta vuota) in occasione del primo gol amaranto ha inevitabilmente condizionato la partita, trasformando l’obbligo di vincere degli amaranto contro un’avversaria di Prima Divisione in una strada in discesa. Dionisi ha trasformato il penalty con un secco rasoterra alla sinistra di Simonelli, entrato al posto dell’attaccante Marchi, ma già al 5’ il Livorno aveva colpito un palo pieno con Ceccherini sugli sviluppi di un calcio d’angolo e due sciabolate mancine di Siligardi erano finite fuori di un niente. Insomma, il gol di vantaggio all’intervallo è sembrato una specie di minimo sindacale.

Secondo tempo. Il Benevento in dieci ha creato subito due brividi, sfruttando forse un po’ di deconcentrazione di una squadra sempre impegnata a risolvere i difetti dell’anno scorso, poi all’8’ ecco il pareggio: corner, la palla si impenna e Germinale di testa trova l’angolino per battere Mazzoni. E’ una doccia fredda, ma il Livorno rimedia subito: dai e vai sull’out sinistro fra Siligardi e Gemiti, che spedisce un cross telecomandato a centro area, dove Luci di testa trova una zuccata forte e imparabile per Simonelli. Il Livorno potrebbe triplicare con Paulinho (21’) e soprattutto con Dionisi (45’), messo davanti al portiere da un cross al bacio del nuovo entrato Bigazzi. E Mazzoni in pieno recupero si fa perdonare con gli interessi del gol subito volando a spazzolare l’angolino per dire no a una punizione di Mancosu, l’uomo che aveva giustiziato il San Marino.

Conclusioni. Al centro della difesa mancava Bernardini, infortunato, ma il debuttante Ceccherini ha tenuto botta, anche se qualche incertezza nel reparto si è vista. A centrocampo Andrea Luci ha fatto tutto, pentole e coperchi. Deciso in tackle e nei recuperi, bravo a spingere, implacabile sul gol. Giusta la standing ovation che gli ha concesso Nicola togliendolo a pochi secondi dalla fine. L’attacco può e deve migliorare, con Paulinho, Dionisi e Siligardi encomiabili in fase di pressing ma chiamati a essere più cattivi sotto porta, quando in una frazione di secondo si tratta di scegliere la soluzione migliore. Ma era la prima partita ufficiale e le buone sensazioni emerse nel ritiro di Castel di Sangro sono fotogrammi che valgono anche contro il Benevento, sia pure in una partita che dopo trenta minuti ha perso la parità numerica. E’ un Livorno in costruzione che comunque merita fiducia, soprattutto se il presidente Spinelli si deciderà a mettere dentro quei due pezzi che servono per completare l’opera, ovvero un difensore esperto e di qualità e quel centrocampista alla Passoni o alla Iori in grado di fare il regista basso. Intanto è arrivato Gentsoglou, dell’Under 21 ellenica, però con l’autostima del gruppo in deciso rialzo l’impressione è che basterebbe poco per assemblare una squadra capace di divertire e di superare fratture e incomprensioni con il popolo della curva. Un patrimonio di tifo da non disperdere.

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