Italia
Italvolley, bravi ragazzi
Terzo posto dedicato a Bovolenta. Berruto: un bel futuro
LONDRA. Un doppio lieto fine per una bella avventura e allo stesso tempo la risposta migliore a chi storceva il naso, e non erano pochi.
L’Italvolley saluta Londra portandosi dietro un bel bronzo e tanta fiducia per il futuro. Non era facile tornare in campo dopo la legnata subìta col Brasile ma Savani &c rispondono presente e consegnano alla storia la quinta medaglia olimpica dopo gli argenti di Atlanta e Atene e i bronzi di Los Angeles e Sydney. In più commuovono tutti portando sul palco la maglia numero 16 di Igor Bovolenta, scomparso pochi mesi fa dopo aver vestito duecento volte la maglia azzurra.
Un bronzo che vale, e che induce il ct Berruto a giuste considerazioni di orgoglio: «Pochi credevano in noi, e abbiamo avuto i nostri brutti momenti. Ma non è importante quando si cade, conta il momento in cui ti rialzi, perciò questo successo è un tributo a questa capacità del nostro Paese di rialzarsi. Sul piano più strettamente sportivo - aggiunge il tecnico - torniamo in modo stabile sul podio e penso che qui abbiamo fatto il massimo di quello che potevamo; questo è un gradino altissimo per l’Italia ma non manca l’ambizione, ora l’obbiettivo successivo è salire altri gradini».
Sul parquet dell’Earls Court gli azzurri hanno fornito in effetti una prova di grande maturità, sfoderando una prestazione di alto livello contro una Bulgaria che appena lo scorso 6 agosto li aveva travolti con un secco 3-0. Stavolta sono i vicecampioni d’Europa a spuntarla (3-1, parziali 25-19, 23-25, 25-22, 25-20 ) in modo netto e meritato.
Che l’Italia avesse ricaricato meglio le pile si è capito subito, con un avvio aggressivo grazie a un Fei ispirato e ben supportato da Savani e Lasko; la Bulgaria è forte ma imprecisa, va a fiammate (bene Skrimov) anche se il pallino del gioco resta in mano agli azzurri, sempre attenti in fase di ricezione e bravi a costruire attacchi veloci. Fondamentale l’apporto del muro azzurro guidato da Savani, che peraltro è stato decisivo anche in attacco nel terzo set quando sull’1-1 l’Italia ha rischiato di compromettere tutto: rimontati 5 punti di svantaggio e vinto il terzo parziale, gli azzurri sono poi andati in discesa.
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