Il Tirreno

Livorno

Due arbitri di porta la novità di Nicchi Sette toscani In A

di Giorgio Bicocchi

Insieme a Banti e Rocchi ci saranno anche cinque assistenti Bolano e Liberti le novità in B insieme al figlio di Pairetto

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di Giorgio Bicocchi

Il Presidente dell'Associazione Italiana Arbitri, Nicchi, lo ha già annunciato. Servirà il benestare della Lega, magari i tempi per l'effettiva realizzazione slitteranno un po' ma, in una domenica ancora imprecisata dell'imminente, prossima stagione di serie A, ogni partita sarà monitorata da sei arbitri complessivi.

Un direttore di gara in mezzo al campo, due guardalinee ai lati del campo, il quarto arbitro a monitorare soprattutto la vita delle due panchine e di tutto cio' che accade ai margini del terreno di gioco e poi - novità assoluta - due assistenti di porta. Nicchi li ha definiti "arbitri addizionali", chiamati essenzialmente a dipanare le scomodissime matasse dei cosiddetti "gol fantasma", le situazioni che, negli arbitri e nei guardalinee, suscitano incubi e sensi di colpa.

Sportilia, Appennino romagnolo. Qui gli arbitri di A e B hanno rifinito la loro preparazione, al pari di una squadra che si rispetti. Sottoponendosi a test fisici, studiando alla lavagna e al video-tape situazioni scabrose di gioco. Fuorigioco attivi o passivi. Falli, o meno, da "ultimo uomo".

Essendo pero' parzialmente sollevati dall'introduzione degli "arbitri addizionali": per lo meno nelle due aree di rigore, o meglio ancora nelle due aree piccole, quelle governate dal portiere, l'attenzione sarà massima, due occhi supplementari a scrutare e valutare. Se poi, pure con l'aggiunta, le situazioni da gol-fantasma dovessero ancora verificarsi saremmo in preda ad una autentica maledizione.

Le giacchette nere di A. Il designatore sarà sempre Stefano Braschi, coadiuvato dall'ex arbitro Bazzoli e dall'ex guardalinee Stagnoli. Compito sempre ingrato, quello di Braschi: deve decidere chi spedire ad arbitrare le gare piu' infide della domenica. Difendendo poi, dal lunedi' mattina, quando polemiche e rivendicazioni si dilatano, i propri pupilli. Perché la Can ha sempre alzato gli steccati, a difesa dei propri tesserati. Ricapitolando, ecco i numeri: ventuno arbitri, quarantuno guardalinee (o meglio, assistenti), diciotto osservatori. Tra i direttori di gara due toscani, Banti e Rocchi. Nella griglia restano i piu' affidabili: Rizzoli, Mazzoleni, Damato, Bergonzi, Tagliavento, Valeri. Tra gli assistenti spiccano cinque toscani: Bianchi, Ghiandai, Manganelli, Niccolai e Vuoto. Questi ultimi due livornesi, tra l'altro.

Importante anche il ruolo degli osservatori, coloro che, domenicalmente, girano per gli stadi, si siedono in tribuna e valutano il comportamento di chi arbitra. Redigendo, poi, dalla sera, una relazione, sottolineando virtu' od errori di valutazione. Tra di loro ci sono Boggi, Bolognino e Preschern, arbitri veri e propri fino a qualche anno fa.

Gli arbitri di B. Il capo è Domenico Messina. I suoi vice Morganti, in attività fino a due anni fa, e Ivaldi, che fu ottimo guardalinee. Ventisette arbitri da ruotare per coprire le gare del fine settimana (si comincia venerdi' 24 agosto), quarantaquattro assistenti e ventisette osservatori. Tra i direttori di gara quattro toscani: il fiorentino Baracani, il pistoiese Irrati, l'empolese Pinzani, il maremmano Velotto. C'erano già lo scorso anno.

Una curiosità: nella lista c'è pure il figlio dell'ex co-designatore (ricordate, divideva il compito con Bergamo) Pairetto, poi spazzato dai venti di Calciopoli. Si chiama Luca, iscritto, come il padre, alla sezione Aia di Nichelino. Due assistenti toscani: il livornese Bolano e il pisano Liberti. Buon lavoro a tutti, senza distinzioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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