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Dieci nomi, dieci storie: ecco chi ha fame di rivincita

Dieci nomi, dieci storie: ecco chi ha fame di rivincita

Dieci nomi, dieci storie, altrettante voglie di rivincita. Da Pizarro ad Abel Hernandez: lunga e variegata è la lista che la prossima serie A vorrebbe nuovamente applaudire. Giocatori che, nel corso...

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Dieci nomi, dieci storie, altrettante voglie di rivincita. Da Pizarro ad Abel Hernandez: lunga e variegata è la lista che la prossima serie A vorrebbe nuovamente applaudire. Giocatori che, nel corso delle passate stagione, per ragioni varie, hanno per nulla inciso. Finendo per essere sopportati dai rispettivi ambienti. Messi in discussione, quasi da parte. Ora ecco l'ultima ciambella di salvataggio che lancerà loro il destino.

Pizarro. Ha scelto Firenze in onore della vecchia militanza di Montella, il suo nuovo allenatore, e del diesse Pradè. A trentaquattro anni insegue una sua riabilitazione. Fuori dagli schemi di Zeman, non confermato dal City, dopo sei mesi trascorsi in Premier inseguendo (con successo) lo scudetto.

Montolivo. Alle spalle ha un anno terribile vissuto a Firenze, In lite con la società, fischiato dal Franchi. E poi quella stagione burrascosa, coincisa con gli esoneri in corsa di Mihajlovic e Rossi. Allegri gli concederà la bacchetta di comando del gioco rossonero.

Aquilani. - Liverpool, Juve, Milan, ancora Anfield Road, per pochi giorni, poi, all'improvviso, Firenze: insomma, quasi un pacco postale. Forse gli è mancata la fiducia attorno e un pizzico di sfortuna. In viola cercherà di tornare protagonista.

D'Agostino. - Sei punti di penalizzazione da recuperare in fretta, Cosmi si affiderà al suo ordine tattico e alle sue punizione dal limite.

Stekelenburg. Non è che Zeman straveda per lui. Insomma, gli inizi non sono incoraggianti per il portiere olandese che ha appena messo in archivio una stagione mica facile, targata Luis Enrique.

Hernanes . E' già sul banco degli imputati, in questa Lazio che, d'agosto, ha praticamente sempre perduto. Non va da trequartista, nemmeno da creatore di gioco, come si esprimeva in Brasile.

Sneijder. La valigia in mano: vado, resto, parto, rimango. Alla fine Stramaccioni (piu' per carenza di offerte serie) lo ha eletto ideale trampolino per lanciare in rete Milito. Stagione fondamentale.

Britos. Mazzarri, a Pechino, lo ha schierato titolare, senza riserve. Torneo della consacrazione, per il difensore. O sfonda o sarà solo un giocatore da provinciale.

Gilardino. Di tempo per firmare il suo riscatto, ad appena trent'anni, ne avrebbe. Non è ancora ben chiaro se a Genova o da altre parti. Oltre 170 reti complessive messe a segno, di cui solo quattro col Grifone, una maglia che non gli è entrata nel cuore.

Hernandez. Assente da novembre a febbraio, solo sei reti . Eppure, adesso, è la risorsa offensiva alla quale Sannino guarda con maggiore trasporto. (g.bic.)

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di Redazione web