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Acciaccati ma decisivi: i ministri della difesa

Acciaccati ma decisivi: i ministri della difesa

Da Samuel a Mexes, da Dias a Chiellini: ecco i guerrieri che guardano le spalle delle grandi

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Non mollano, nonostante l'età, gli acciacchi, l'usura muscolare che zavorra. Samuel, Dias, Campagnaro, Burdisso, Mexes, Chiellini, dal piu' vecchio al piu' giovane, nel rigoroso ordine che impone la carta d'identità. Saranno loro a coordinare i movimenti difensivi delle squadre che, piu' delle altre, sognano un posto al sole nella prossima stagione.

Samuel. E' andato via Lucio, Ranocchia ancora non convince pienamente. Chivu, all'occorrenza, sarebbe pure pronto a riciclarsi centrale. Silvestre chissà quando ammortizzerà il fatto di giocare a San Siro. E allora lui, "The wall", il muro, classe 78, mille battaglia giocate, è pronto, da solo, a sacrificarsi, tenendo le fila della difesa dell'Inter. Chiudendo ogni varco, chiamando i compagni di reparto al fuorigioco, salendo verso la metà campo.

Dias. Ottime prestazioni, fino alla fine della stagione 2011-2012. Poi, lo scorso anno, il ginocchio lo ha tormentato. E il brasiliano ha annaspato, giocando ad intermittenza, mai dispensando sicurezza. Petkovic assiste alla crescita di Diakite ma non puo' esimersi dal metterlo in discussione., Trentatrè anni compiuti, il nuovo allenatore della Lazio chiede aggressività, una squadra corta ed una difesa che spesso sale. Ecco perché Dias, laggiu', in difesa, sarà il termometro delle ambizioni biancocelesti.

Campagnaro. Britos scalpita, dopo essere stato per mesi ai box, lo scorso anno. Ma l'argentino, che segue Mazzarri da una vita, prima alla Samp e poi al Napoli, costituirà la cerniera azzurra. Duettando con Cannavaro, raddoppiando, provando l'anticipo sugli attaccanti avversari.

Burdisso. Ecco un altro leone. La scorsa stagione un terribile infortunio al ginocchio lo mise ko. Le amnesie della Roma di Luis Enrique dipesero pure dalla sua assenza forzata. Ora è tornato e Zeman, che in difesa ha sempre tollerato qualcosa, lo ha subito eletto proprio scudiero.

Mexes. E' forse il difensore piu' atteso. Perché il Milan ha perso assieme Nesta e Thiago Silva, mica due qualunque, e, giocoforza, il francese è diventato il perno sul quale fare affidamento, per esperienza, soprattutto. Si schiererà al fianco di Acerbi o Zapata, all'occorrenza. L'auspicio che i tifosi rossoneri chiedono al destino è quello di preservarlo da infortuni. Mexes angelo custode del nuovo Milan: l'etichetta sembra calzare a pennello.

Chiellini. Il piu' giovane della griglia. Il piu' affidabile. E quello piu' eclettico, potendo, all'occorrenza, giostrare pure a sinistra. Gli mancava maledettamente la Champions: quest'anno colmerà la lacuna. Nessun innesto di grido, là dietro, per la Juve. Chiellini (soprattutto) e gli altri compagni di reparto non avevano necessità di integrazioni provenienti dal mercato.

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di Redazione web