Gioco
La medaglia di Donato parla livornese
Olimpiadi: è della nostra città l’allenatore Pericoli che ha guidato il laziale al bronzo nella finale del salto triplo
LIVORNO. Alle Olimpiadi di Londra, il laziale Fabrizio Donato ha conquistato un grande bronzo nel salto triplo, salvando finora la spedizione italiana nell'atletica già ammaccata dal caso Schwazer, ma il merito di essere riusciti in tale impresa è anche da condividere con il suo tecnico, il livornese Roberto Pericoli, anch'esso ex triplista.
Classe 1958, Pericoli è cresciuto sportivamente fra le fila dell'Atletica Livorno e si è subito distinto sin dalle categorie giovanili per le sue buone qualità di saltatore.
Al primo anno junior, nel 1976, era già capace di saltare 7.42 nel salto in lungo per dedicarsi poi più stabilmente al salto triplo.
Allenato dal professor Alberto Buonaccorsi, ha raggiunto i suoi massimi in carriera con 15.97 all'aperto, nel 1982, e 16.00 esatti nell'impianto indoor di Torino, nel 1984.
Per i suoi meriti sportivi, dall'Atletica Livorno si è trasferito a Roma, dove tuttora vive, entrando a far parte del gruppo sportivo delle Fiamme Gialle dove, dopo aver conseguito il diploma Isef, è rimasto anche come tecnico.
Dalle Fiamme Gialle è poi passato alla Federazione Italiana di atletica leggera dove ricopre da anni il ruolo di collaboratore tecnico dei salti in estensione presenziando le più grandi manifestazioni di atletica degli ultimi tempi. Insomma, è diventato un punto di riferimento fondamentale per i saltatori.
Il sodalizio tecnico fra Pericoli ed il saltatore laziale dura da sempre, in una specialità, come il triplo, dove le sollecitazioni a cui viene sottoposto il fisico dell'atleta inducono spesso carriere molto brevi.
Donato era già capace di saltare 17.60 nel 2000 ma a grandi misure aveva anche alternato incostanza di rendimento, dovuta in gran parte a problemi fisici, negandogli di conseguenza la possibilità di realizzare anche il grande risultato.
Dopo anni la cura tecnica di Pericoli e le capacità fisiche e mentali di Donato hanno finalmente dato i loro frutti consegnandogli dapprima il titolo europeo all'aperto conseguito ad Helsinki, con 17.53, in una piovosa e ventosa giornata di fine giugno e poi il bronzo olimpico di giovedì, realizzato con il balzo migliore a 17.48 ma con una strepitosa serie di salti validi.
Davvero una prestazione più che convicente che lo proietta a 36 anni nel panorama internazionale grazie anche all’ottimo lavoro di Pericoli.
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