Toscana
Ecco Taliani, il piccolo Andy Schleck
Ciclismo: un ragazzo di 22 anni di Guasticce va forte in salita. E sogna...
LIVORNO. Uno dei talenti emergenti del florido ciclismo toscano. Quando vince, o ottiene un ottimo piazzamento, ai circoli Acli e Arci e al bar, del suo paesino a Guasticce, non si parla d'altro. «Molti -dice mamma Antonella - vengono a fargli i complimenti anche a casa». Alessio Taliani, 22 anni il prossimo 11 ottobre, fisico longilineo e peso forma da grimper, da quest'anno alla corte di Franco Chioccioli, alla Futura Team, in questo scorcio di stagione ha già messo in saccoccia tre stupendi successi e una miriade di ottimi piazzamenti.
A regalargli la prima biciclettina, una piccola mountain bike, è stato nonno Pasquale, il suo primo tifoso con nonna Morena, mamma Antonella e babbo Roberto e l'amico di famiglia e memoria storica del ciclismo, Umberto Del Signore. «Di Alessio -ci dice - sentiremo parlare in futuro. È un talento straordinario. Quando vince in paese è festa grande».
Uno dei primi a fargli capire che in questo sport avrebbe potuto togliersi qualche bella soddisfazione è stato Giorgio Bacci. Suo compaesano ed ex responsabile provinciale della Fci. «Dopo avermi visto scalare con facilità la Valle Benedetta mi invitò a provare a gareggiare. All'inizio ero un po' titubante. Poi pian piano mi sono innamorato di questo sport».
Il tuo sogno?
«Continuare a far bene e ritagliarmi un piccolo spazio nel mondo dei professionisti».
Qualche proposta per il grande salto?
«Per adesso ci sono stati contatti ufficiosi, ma niente di nero su bianco. Franco Chioccioli, il mio attuale direttore sportivo, mi ha detto che ho tutte le caratteristiche per far bene tra i prof nelle corse a tappe perché vado bene in salita e sul passo e ho buoni tempi di recupero e sono quasi pronto per il grande salto».
Facciamo un passo indietro: quando hai cominciato?
«Nel 2001 nei G6, giovanissimi sesto anno, nell'UC Rosignano Colognole. Qui ho fatto tutta la trafila fino agli Juniores vincendo diverse corse. Nel 2008, dopo un anno all'Ambra Cavallini, sono passato all'Empolese Vangi ed ho corso a fianco di Diego Ulissi e David Appollonio»
Perché hai lasciato lo squadrone della Hopplà per la Futura Team di Chioccioli?
«Non ero più in sintonia con il direttore sportivo Riccardo Forconi e non avevo più i giusti stimoli. Invece con Chioccioli mi trovo benissimo».
Finora quest'anno tre successi e tutti per distacco?
«Proprio così. A Pinerolo e nella coppa Bologna ho fatto il vuoto in salita e poi ho tenuto bene nei 20 km finali. A Saltino di Vallombrosa sulle pendici del Pratomagno sono andato via nell'arrampicata finale».
Che tipo di salite di piacciono?
«Prediligo quelle lunghe con pendenze importanti, intorno all'8 - 10%. In genere vado su di agilità ma se occorre anche di potenza»
La tua soglia?
«Alta. Intorno alle 190 pulsazioni»
In volata non sei un fulmine?
«Proprio così. Anche se ci presentiamo dieci volte in due, sul rettilineo finale, arrivo sempre secondo. Sono praticamente fermo. Sprint e anche discesa sono i miei tallone d'Achille».
Il tuo idolo?
«Il lussemburghese Andy Schleck, va forte in salita e sul passo. Fisicamente un pochino ci assomigliamo anche se lui per adesso, ciclisticamente parlando, è di un altro pianeta. In futuro spero di assomigliargli un pochino anche come corridore».
Mario Orsini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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