Sicurezza
Da 12 anni con il Baldo ed è arrivata l’impresa
Il professor Fabbri ha curato la preparazione atletica del fiorettista «Molto serio e sempre scrupoloso: ha ampi margini di miglioramento»
LIVORNO. Un maghetto che vive in un cono d'ombra. Dietro le performance di fiorettisti e sciabolatori del Fides c'è il lavoro sapiente, scrupoloso e certosino del preparatore atletico Franco Fabbri. Per tutti il professor Fabbri, per la lunga militanza come insegnante di educazione fisica nelle scuole cittadine, prima di lasciare il mondo dell’insegnamento e andare in pensione. Sbagliare i carichi di lavoro e i tempi di recupero significa fare guai seri. Insomma, per lui una bella responsabilità, specialmente quando si lavora ad altissimi livelli, dove bastano sfumature per fare la differenza. Insomma una bella responsabilità. Vero professor Fabbri? «Proprio così».
Da quanto tempo cura la preparazione atletica di Andrea Baldini?
«Dal 2000 quasi con continuità. Dico quasi perché per diversi mesi, quando frequentava la quinta alle superiori, ha abitato a Milano e a cavallo del successo mondiale, di Antalya 2009, per un po' di tempo ha vissuto a Parigi».
E di Giorgio Avola?
«Da un paio d'anni».
Oltre a loro quali altri atleti di spicco fanno la preparazione con lei al Fides?
«Le sciabolatrici Irene Vecchi, Ilaria Bianco e Alessandra Lucchino che però da qualche mese è tornata in Calabria».
Quanto si allenano gli schermidori?
«Nel periodo delle gare non molto perché gli atleti di spicco sono sempre in giro per il mondo. Lontano dalle gare, invece, anche tre o quattro volte la settimana con sedute d'allenamento giornaliero di un’ora e mezza».
Lavoro differenziato o di gruppo?
«In genere differenziato. Baldini e Avola, però, avendo impegni analoghi spesso lavorano insieme».
Che tipo di preparazione ha adottato prima dell'appuntamento olimpico?
«Negli ultimi tre mesi ho curato in maniera attenta certi aspetti specifici della preparazione».
Com'è il Baldo quando è costretto a sudare?
«Lavora seriamente, non crea problemi. E' molto scrupoloso e meticoloso nel curare i minimi dettagli».
E il suo rapporto con i maestri Paolo Paoletti e Nicola Zanotti?
«Pur nella diversità dei ruoli c'è grande armonia. Entrambi mi hanno dato carta bianca. Talvolta, però, mi danno preziosi suggerimenti per migliorare alcuni dettagli della preparazione. Per questo li ringrazio pubblicamente. È davvero un piacere lavorare con loro perché al primo posto c'è il bene degli atleti, poi tutto il resto».
Fisicamente Andrea com'è?
«Un fiorettista ancora con ampi margini fisici di miglioramento».
Qualche atleta di cui ha curato la preparazione ha mai avuto infortuni seri?
«Fino ad adesso nessuno».
Tra fiorettisti e sciabolatori la preparazione è diversa?
«Sì, seppure in maniera quasi marginale. In primis perché i tempi di permanenza in pedana per gli sciabolatori sono minori e poi perché gli spostamenti in gara sono un po' diversi».
Che tipo di sport è la scherma dal punto di vista dell'impegno fisico?
«Ha molte similitudini con la pallavolo. È uno sport anaerobico e alattacido. In parole povere se si è ben preparati non si va in debito d'ossigeno e in acido lattico».
Cosa occorre curare in particolare per migliorare i tempi di reazione?
«Lavorare per ridurre al minimo il contatto del piede con la pedana. Inoltre in fase di attacco coordinare i movimenti di gambe e braccia. Baldini e anche Avola in questo sono molto bravi».
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