Il Tirreno

Livorno

Viviani stecca nel finale e si arrende al cronometro

Viviani stecca nel finale e si arrende al cronometro

In testa nell’omnium fino all’ultima delle sei prove cede nel chilometro da fermo L’oro al danese Hansen, per l’italiano solo un sesto posto e tanta amarezza

3 MINUTI DI LETTURA





LONDRA. Il danese Lasse Norman Hansen ha vinto l’oro del ciclismo su pista, categoria omnium, a Londra 2012. L’italiano Elia Viviani, primo pari merito fino all’ultima prova del chilometro lanciato, ha chiuso in sesta posizione. Medaglia d’argento al francese Bryan Coquard, bronzo all’inglese Edward Clancy.

È svanito nell’ultima delle sei prove il sogno di Elia Viviani di poter conquistare una medaglia nell’omnium alle Olimpiadi di Londra. Il giovane corridore veronese, appaiato con altri due atleti al comando della graduatoria provvisoria prima di cominciare il chilometro da fermo, ha pagato purtroppo nell’ultima prova il fatto di non essere uno specialista nelle gare contro il tempo (solo nono su 18, ritardo di 3 secondi e 25 centesimi dal meglio piazzato), chiudendo con un sesto posto finale che lascia un pò di amarezza in virtù delle speranze che erano maturate nelle prove precedenti. Ha vinto Hansen, capace di fare la differenza non solo a cronometro, ma anche nella corsa a punti e nell’inseguimento individuale; medaglia d’argento a Coquard, bronzo al britannico Clancy il quale, sostenuto dal caloroso pubblico di casa, è riuscito proprio nel chilometro da fermo a guadagnarsi una posizione sul podio.

Atteso al termine della gara, in un velodromo ormai deserto (Viviani ha dovuto sottoporsi al controllo antidoping), il corridore è parso piuttosto amareggiato per come è sfumato il podio, ma comunque sereno nella consapevolezza di aver tentato tutto il possibile: «Brucia chiudere sesto quando alla quinta prova ti trovi al comando con altri due corridori -ha dichiarato Viviani- ho dato il massimo, più di così non potevo, purtroppo Clancy e Hansen sono degli specialisti a cronometro, mi dispiace non aver brillato nella gara a punti. È in quella prova che si fa la differenza, mentre lo scratch è più tattico, così che pur essendo andato bene non ho ottenuto molto. A vedere i piazzamenti di tutte le prove sono stato il corridore con la maggiore regolarità, diciamo che è mancato l’acuto«.

Nonostante la delusione, ed il fatto che per molti corridori la pista non sia appetibile come la strada, Viviani non ha affatto intenzione di mollare la pista nel futuro:«Ho sempre gareggiato in pista e non riesco a vedermi solo su strada, forse per abitudine. Continuerò quindi anche nei prossimi anni, sacrificando magari qualche corsa su strada. Chiusa adesso questa esperienza alle Olimpiadi, inizierò però soprattutto a concentrarmi sulla Vuelta».

Seguito al velodromo dai genitori Renato e Elena, l’atleta veronese ha raccontato della disavventura capitata con i loro biglietti d’ingresso, mai arrivati a destinazione sebbene acquistati oltre un anno fa. Si è dovuto perciò attivare il Coni all’ultimo momento per permettere alla famiglia Viviani di essere presente sugli spalti. Amarezza alla fine anche nelle parole del ct Marco Villa.

«Purtroppo questa è la dura legge dell’Omnium. Io, Elia e tutta la squadra ci credevamo, però eravamo anche consapevoli che la linea tra il tutto e il niente in questa gara è molto sottile. Siamo arrivati in testa e in lotta per una medaglia fino all’ultima prova. Oggi due prove su tre erano non propriamente favorevoli ad Elia (l’inseguimento e il chilometro). Chi va forte nelle prove individuali è leggermente favorito rispetto a chi come Elia predilige le prove di grupp. L’omnium è questo, ci vuole anche un pizzico di fortuna e noi di fortuna in questi due giorni ne abbiamo avuta poca».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa