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«Sono abituato a spremermi per Sarri»

«Sono abituato a spremermi per Sarri»

Croce: so bene che il mister vuole tanta corsa dai suoi esterni e sono pronto ad accontentarlo

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EMPOLI. E' stato il primo arrivo del nuovo Empoli targato Sarri, quasi a dimostrare la necessità di un uomo di fiducia in un ruolo fondamentale nello scacchiere disegnato dal tecnico. La carriera di Daniele Croce, esterno sinistro classe 1982, d'altronde si è più volte incrociata a quella di Maurizio Sarri: sette anni fa a Pescara, l'anno dopo ad Arezzo, poi due stagioni fa ad Alessandria, lo scorso campionato a Sorrento, fino all'esperienza azzurra in questa stagione.

Non è un caso che l'ala di Giulianova sia risultato tra i più brillanti nel ritiro terminato sabato con l'amichevole di Sassuolo. «Conosco il mister ormai da molto tempo - spiega - so cosa chiede ai suoi giocatori e ho sempre cercato di interpretare al meglio il suo modo di intendere il calcio. Da questo punto di vista sono avvantaggiato rispetto agli altri compagni che hanno dovuto imparare movimenti e schemi. Anche se con il mister serve applicazione continua e duro lavoro».

Tutte doti che Sarri ha saputo tirare fuori dai suoi uomini in questa prima parte di stagione. Ed è questo, secondo Croce, l'elemento più incoraggiante del ritiro azzurro. Più dei risultati, che pure sono arrivati nelle cinque amichevoli disputate. Ultimo la vittoria di sabato a Sassuolo, a cui però l'esterno azzurro non ha partecipato per la botta al piede rimediata a Carrara. «Queste gare hanno un significato relativo - continua - abbiamo fatto una preparazione molto dura ed è logico che nelle uscite non siamo stati così brillanti. Ma la cosa importante è che il gruppo sta crescendo e si sta applicando per mettere in pratica quanto il mister ci trasmette in allenamento. C'è un grande entusiasmo e questo non era scontato: lo spogliatoio è molto unito e devo dire di aver trovato dei compagni ideali. Sono convinto che potremo fare bene». Da giocatore esperto, Daniele Croce non si sbilancia sugli obiettivi. "Per esperienza so che meno proclami si fanno, meglio è - dice - dobbiamo tenere bassa l'asticella e partire dall'obiettivo minimo che è la salvezza. Ma se lavoreremo al meglio abbiamo le capacità per far ricredere chi non ha fiducia in noi». L'ambizione, comunque, per chi ritrova la serie B dopo quattro anni di C1 non manca. «Voglio tornare a fare un campionato di B ad alti livelli - ammette - il mister punta molto sui suoi laterali, chiede tanta corsa sia per mantenere compatta la squadra sia per ripartire in velocità e gettarsi negli spazi. Con lui è difficile arrivare freschi dopo 90 minuti di partita, ma questo non mi spaventa».

Marco Pagli

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