Il Tirreno

Livorno

Resta la Juventus la squadra da battere Milanesi, un rebus

di Giorgio Bicocchi

A meno venti giorni dal via solo Napoli e Roma sembrano in grado di contendere lo scudetto al club bianconero

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Prima gli Europei, poi le Olimpiadi hanno fatto correre in fretta l'estate.

Campionato, eccoci: tra venti giorni la prima giornata. con la Juventus avanti a tutte le altre: se non altro perché - in un telaio che, giova sempre rammentarlo, mai aveva registrato sconfitte lo scorso anno - ha inserito giocatori pronti all’uso, solidi. E pure affamati di successi.

Napoli e Roma, fino ad ora, al mozzo dei bianconeri. Piu' staccate Milan e Inter. Che hanno varato, alla stregua del governo Monti, dei provvedimenti da spending review, potando rami secchi. Ringiovanendo, dandosi un nuovo look. Tutte e due assieme, con tutti i correlati rischi che ne conseguono.

Venti giorni al via, fotografiamo cosa piace e cosa ancora non va delle cinque pretendenti allo scudetto.

Juventus. Può darsi pure che la ritrovata avventura in Champions possa distrarre. Ma la realtà, ad oggi, è che la Juve, in campionato, sembra abbia dilatato la distanza dalle avversarie. Inserendo, ad esempio, un talento come Giovinco. Oppure ingaggiando due stantuffi, sulle due corsie, il terreno sul quale Conte ama vincere le gare, come Asamoah e Isla. Poco inficierebbero, nello scacchiere, due eventuali squalifiche di Pepe e Bonucci: la Juve non solo possiede idee ma pure soldi, frutto dei proventi del nuovo stadio e di lucrosi contratti di merchandising. Arriverebbero due sostituti all'altezza. Forse un solo neo: manca un clone di Pirlo. Ma Marotta, fino al gong del mercato, vigila.

Napoli. Nessun innesto di grido, roba da meritarsi i titoloni sui giornali. Sono però arrivati in azzurro giocatori già fatti, esperti, capaci con uno sguardo di allinearsi al resto della squadra: Behrami e Gamberini. Insigne, poi, è la classica variabile impazzita: molti lo ritengono solo un cambio per Cavani e Pandev. Ma lo scugnizzo ha voglia di emergere e di non restare nei ranghi. Forse necessita un trequartista. Sarebbe un errore privarsi di Gargano. Difesa registrata: rispetto allo scorso anno Mazzarri avrà pure Britos, finora un po' oggetto sconosciuto.

Roma. La cordata americana vivacchia nell'ombra, Unicredit è sempre presente e finanzia il mercato. E così la Roma, con colpi azzeccati, si prepara ad un torneo d'elite. Totti, Lamela, Destro il terzetto d'attacco. Balzaretti al posto di Josè Angel: la differenza si farà notare. Bradley, uno che a Zeman piacerà. Il boemo come ago della bilancia: se riuscirà, ritrovata la serie A, a coniugare calcio scintillante con un po' di equilibrio e sostanza dalla cintola in giù, la Roma è pronta a competere con tutti. Come precisato pochi giorni fa proprio dal suo nocchiero.

Milan. I soldi non vanno in campo. Ha incassato vagoni di euro dalle cessioni e dalle partenze di molti alfieri. Nuova vita, squadra rivoluzionata. Importante è che ci sia, adesso, la pazienza dei tifosi. Mancano tre o quattro titolari: la squadra è incompleta. Pato&Cassano: senza bende e cerotti è un attacco mica male. Servono due centrali di difesa. E un centrocampista metronomo, capace di far girare la squadra. Ipotesi Kakà: ma servirebbe realmente?

Inter. Studierà per tornare grande. Magari dal 2013 in avanti. Anche qui gruppo da perfezionare. In attacco fiducia a Milito, auspicando che il suo sia sempre un torneo da Principe. Palacio è giocatore di sostanza: non tradirà. Centrocampo muscolare: magari arrivasse uno che abbia in canna otto-dieci gol. Diverse incognite da risolvere: Maicon, Sneijder, Pazzini.

Fondamentale, come per il Milan, sarà il buon approccio della squadra con il proprio pubblico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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