Sicurezza
MARATONA
Peccato. Metà maratona nel gruppetto di testa, a macinare chilometri su chilometri sotto la pioggia battente, le bellezze di Londra che passano veloci sullo sfondo. Poi il sogno sfuma. Valeria...
Peccato. Metà maratona nel gruppetto di testa, a macinare chilometri su chilometri sotto la pioggia battente, le bellezze di Londra che passano veloci sullo sfondo. Poi il sogno sfuma. Valeria Straneo, la 36enne alessandrina rivelazione delle ultime due stagioni, inizia a perdere terreno. Infine la sfortuna ci mette lo zampino e verso il 34esimo chilometro Valeria viene colpita da crampi allo stomaco. «Ma sono contenta così, ho fatto la mia gara. Non ho mai pensato di poter vincere un medaglia, le keniane erano imprendibili». A vincere, per la verità, è stata l’etiope Tiki Gelana con in 2 ore 23’07«, nuovo record olimpico. La medaglia d’argento è andata invece a Priscah Jeptoo (lei sì keniana) e il bronzo alla russa Tatyana Petrova. La Straneo si è dovuta accontentare dell’ottavo posto (2h25’27»), un risultato comunque di tutto rispetto. È infatti la quarta delle atlete europee al traguardo dopo la Petrova, l’ucraina Gamera-Shmyrko, quinta, e la portoghese Augusto, settima. A livello statistico diventa la terza italiana della storia ad ottenere un piazzamento tra le prime otto alla maratona dei Giochi Olimpici: meglio di lei ha fatto solo Laura Fogli, sesta a Seul 1988, dove Maria Curatolo era giunta ottava. «Ho corso con il mio ritmo», ha spiegato Valeria al termine della maratona.
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