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Le lacrime di Tania ancora giù dal podio «È una maledizione»

Le lacrime di Tania ancora giù dal podio «È una maledizione»

Il bronzo le sfugge per un niente (20 centesimi di punto) Il padre Giorgio: «Serviva la gara perfetta, e non c’è stata»

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LONDRA. Il primo tuffo a due anni fu casuale. L’acqua di un laghetto e lo scivolone di bimba. A sei quello per capire che il salto dall’aria all’acqua era il gesto più naturale del mondo. Ma quello olimpico resta un tabù.

E a Londra fa male, perchè per meno di mezzo punto Tania Cagnotto resta fuori dal podio del suo trampolino: quarta, come era già successo nel sincro, ma con il record personale e le lacrime sono pesanti come la botta da mandare giù perchè questa, lo dice lei, «era l’ultima occasione».

A Rio, tra quattro anni sarà difficile rivederla: adesso che la medaglia è scappata via di un soffio, quel bronzo coccolato una notte, o forse una vita, è quasi impossibile pensare di tornare a tuffarsi.

La finale olimpica, a cui era arrivata con il secondo punteggio, addirittura davanti alla cinese He Zi (argento alle spalle della compagna di nazionale Wu Minxia, oro) si chiude con lo sguardo sul tabellone, uno scossone della testa e la disperazione nel vedere salire sul podio la messicana Laura Sanchez: e il punteggio è una coltellata, 362,40 contro i 362,20 dell’azzurra.

«Mi hanno maledetto a questi Giochi. Perdere un bronzo per venti centesimi...» sbotta Tania. Non si rimprovera nulla, in due giorni ha migliorato il suo personale altrettante volte ed è inutile rimuginare sui due salti (il secondo e il terzo) che le sono costati la medaglia.

Due tuffi rispettivamente valutati 69 e 68 punti che l’hanno fatta scivolare dal secondo posto del primo giro al quarto. Ed è addirittura quinta alla fine del penultimo giro, con la Sanchez e l’americana Cassidy Crug a giocarsi il podio: poi l’ultimo tuffo alla grande (76.50 la valutazione) in cui sarebbe bastato un nove per cambiare le sorti della gara e di una vita.

«La rabbia è tanta - dice ricacciando in fondo alla gola il pianto Tania - sembra proprio che qualcuno ce l’avesse con noi: l’altra volta due punti e ora venti centesimi. Ho fatto due record personali, non ho rimpianti. La messicana, l’ho sempre battuta. Bastava un nove ed era fatta, adesso stavamo a parlare d’altro».

Dopo tre bronzi mondiali, lei unica europea a stare dietro alle cinesi, la Cagnotto guardava a Londra come all’occasione per coronare una carriera dominata nel Continente e anche per mettere in pari i conti con papà Giorgio, che alle Olimpiadi sul podio il piede lo ha messo più volte. Ed è proprio lui, da coach più che da padre, a non voler sentire scuse.

«Eravamo arrivati qui preparati bene, e invece abbiamo perso due medaglie: più che delusione, provo rabbia - dice l’ex campione ora ct - Serviva la gara perfetta, e lei non lo è stata».

Di addio nessuno parla, ma quello visto nella piscina londinese sembra quasi un ultimo ciak.

«Smettere? Deve pensarci lei, ma ora soprattutto deve liberarsi la testa» dice. Che invece è affollata di cattivi pensieri.

«Dove lo vai a trovare l’errore in venti centesimi, dove? - si ripete Tania, quasi a voler rimandare indietro la bobina della finale maledetta - è solo la sfiga...».

Quanto al futuro parlarne ora non si può. «Era il momento chiave della mia carriera - ammette con gli occhi lucidi Tania - adesso sto male: so che la medaglia non mi avrebbe cambiato la vita, sarei stata felice, ovvio, era una soddisfazione tutta per me, per quello che ho fatto in tanti anni. La sento come l’ultima occasione, era l’Olimpiade giusta. Rio? Adesso vada in vacanza e ai tuffi non ci penso».

A 27 anni, con una vita passata a metà tra cielo e acqua, il tuffo della vita resta sospeso per sempre.

La beffa delle beffe si è consumata a vantaggio della messicana Laura Sanchez Soto, 362.20 contro 362.40, e alle spalle delle due imprendibili cinesi Wu Minxia (414.00), finalmente oro dopo il bronzo di quattro anni fa e l’argento di Atene, e la sua compagna di sincro He Zi (379.20). La 27enne bolzanina ha eseguito lo stesso programma, tutti i tuffi con la carpiatura. Ha esordito col doppio e mezzo indietro 76.50, poi doppio e mezzo avanti con un avvitamento leggermente sporcato e chiuso in 69.00 , il triplo e mezzo suo tallone d’Achille che invece la premia rispetto a sabato con 68.20 punti. Poi il doppio e mezzo ritornato che le ridà fiducia con i suoi 72 punti, ma la Sanchez si esalta e fa un triplo e mezzo da 74.40 che la fa balzare sul podio mentre Tania è quinta anche dietro la Krug. Arriva l’ultimo salto: la statunitense sbaglia il doppio e mezzo con avvitamento ed è fuori dalle medaglie, la Sanchez c’è e chiude lo stesso tuffo con 75 punti. Per la Cagnotto il cavallo di battaglia, quel doppio e mezzo rovesciato chiuso in 76.50 che le regala il personale di 362.20 ma non il tanto sospirato bronzo olimpico.

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di Redazione web