Gioco
La Juve e quell’occhio di riguardo per l’Ardenza
Parla il responsabile bianconero che ha organizzato il City Training in città: siamo rimasti contenti
LIVORNO. L'isola felice": così è stato rinominato lo Juventus City Training di Livorno. Due settimane di bel gioco, quello ricercato che solo campioni come Alessandro Del Piero ed Andrea Pirlo sanno mettere in pratica. Un anno da incorniciare per la società bianconera, infatti dopo l'ennesimo scudetto figlio di una stagione pressoché perfetta, anche l'Academy della Juventus è riuscita a consolidare il suo marchio in varie parti d'Italia. In Toscana solo poche società, tra cui quella livornese dell'Ardenza, sono riuscite a stringere un matrimonio con la squadra tra le più tifate al mondo e l'occasione del Camp è stata un'opportunità. La seconda edizione del Camp è stata un vero e proprio successo con 75 iscritti nella prima settimana (2 - 6 Luglio) ed uno in più in quella successiva (9 - 13 Luglio), tutti accolti nella struttura calcistica di Stagno, a Villa Alma Pace durante le ore del pranzo e due mattine alla settimana ospiti dello stabilimento balneare "Lido" di Livorno. «Sono state giornate davvero piacevoli - commentano Christian Scalzo e Giovanni Cavallini organizzatori volontari dell'evento - La società dell'Ardenza lo scorso anno si è affiliata alla Juventus quindi abbiamo pensato, con il benestare della Sede di Torino, di organizzare una nuova edizione del Camp». E' stato un susseguirsi di piacevoli tour de force giornalieri con la partenza prevista per le 9 della mattina fino al triplice fischio delle 18. «Ne è valsa la pena - sottolineano - Il nostro ringraziamento è rivolto agli sponsor, al Comune di Collesalvetti e Livorno per il patrocinio del Camp, al Livorno e Tuttocuoio Calcio che hanno contribuito al materiale necessario, a tutti i bambini e genitori partecipanti, a Mario Spagnoli colonna portante dell'Ardenza, al custode Pasquale, al bagno Lido di Livorno senza dimenticare gli ex gestori della struttura di Stagno ma un ultimo particolare è da fare a tutti gli istruttori, uomini in gamba ed estremamente preparati ed ovviamente alla Juventus che ci ha permesso di organizzare tutto questo».
L'organizzazione è stata la vera forza del Camp, così come racconta il responsabile tecnico incaricato direttamente da Torino, Fabio Cascioli: «Siamo rimasti soddisfatti. Ci è piaciuta molto la struttura e siamo stati onorati di lavorare con persone professionali come Scalzo e Cavallini. Team e ragazzi hanno lavorato in perfetta simbiosi con intensità, interesse e rispetto reciproco. Noi rappresentiamo la Vecchia Signora per cui posso affermare con estrema certezza che la Juventus riserverà un occhio di riguardo per la società dell'Ardenza. Il feedback delle due settimane è stato positivo - conclude - Per la Juventus è stato un anno positivo. La scuola calcio ed il settore giovanile hanno avuto un forte incremento di iscritti (per la prossima stagione calcistica se ne prevedono circa 500, ndr)».
Nella prima settimana ad affiancare Fabio Cascioli, c'erano Alessandro Giocosa, anche lui allenatore selezionato dalla Juventus, Remy Bernard da Cuneo, Luca Viscardi da Lecco e Massimiliano Nobile. Simone Sireno e Davide Carloni hanno curato l'attività alternativa. Nei giorni successivi il team si è allargato con l'inserimento di Paolo Arnolfo, Alfonso di Marco ex Livorno come tecnici Juventus Soccer School e Furio Profumo e Gabriele Spagnoli per l'intrattenimento.
Ad affilare la preparazione dei portieri è stato Emiliano Ronchi.
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