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Livorno

Insigne e Destro si candidano a raccogliere l’eredità di Ibra

L'ottimismo è il sale della vita: perché allora non ritenere possibile che due goleador italiani, entrambi classe '91, Lorenzo Insigne e Mattia Destro possano contendersi il prossimo trono del gol?...

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L'ottimismo è il sale della vita: perché allora non ritenere possibile che due goleador italiani, entrambi classe '91, Lorenzo Insigne e Mattia Destro possano contendersi il prossimo trono del gol? Evaporato lo spettro di Ibrahimovic, l'ultimo re dei cannoniere, tutto sarà possibile. Due squadre, Napoli e Roma, zeppe di individualità, capacità di produrre gioco, occasioni. Autentica manna per Insigne e Destro, attaccanti che - lo suggeriscono i numeri - sotto porta non perdonano. Bello, allora, che due squadre che sognano di contendere alla Juve e alle milanesi lo scudetto 2013 abbiano deciso di affidarsi a due giocatori italiani, giovani, bravi, con un repertorio importante. Insigne, negli ultimi due campionati, ha avuto Zeman come maestro. Quello che adesso, ironia del destino, cercherà di ottimizzare, a Trigoria, l'ulteriore crescita di Destro.

Ha incantato prima al Foggia, poi al Pescara, prima in serie C1, poi in B, Insigne. Ha ricevuto assist da Verrratti, duettato con Immobile. Ha perfezionato il suo bagaglio da seconda punta, continuando, come faceva da ragazzino a svariare lungo l'intero arco offensivo. Baricentro basso, idee, colpi da genio: un patrimonio da coltivare.

A Napoli dovrà aspettare con pazienza il proprio turno: Cavani e Pandev non si toccano, venti metri avanti a Hamsyk. Ma le gerarchie, seppure disegnate, aspettano solo di essere ribaltate. Magari con un guizzo, una giocata improvvisa. Possibilmente in Europa League, dove Mazzarri - lo ha ufficializzato nei giorni scorsi il Presidente De Laurentiis - ha in animo di schierare sempre un Napoli diverso da quello scelto per il campionato. Ruotando uomini e schemi, salvaguardando col turn-over ragionato anche il buon umore dello spogliatoio. Almeno inizialmente, allora, Insigne farà parte degli undici scelti per l'Europa e già il profumo della competizione continentale dovrebbe esaltarlo, solo per il fatto di non averlo mai assaporato.

Luci della ribalta pure per Destro, che Prandelli, prima o poi, convocherà da titolare per i prossimi impegni validi per la qualificazione ai Mondiali brasiliani. Le scintillanti azioni zemaniane, vedrete, gli consentiranno almeno tre o quattro volte di calciare verso il portiere avversario. Lui appare il naturale terminale offensivo della nuova Roma. Piu' di Totti o Lamela, adibiti ai tagli e alle giocate dalla trequarti in avanti. Destro è una occasione perduta per l'Inter, che solo con Vieri, recentemente, ha avuto fortuna con gli attaccanti italiani. Destro giocava nella Primavera nerazzurra con Obi e Santon. Moratti e Branca non hanno creduto ciecamente in lui, scaricandolo prima al Genoa e poi al Siena. (g.b.)

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di Redazione web