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il ko di un tennis italiano abituato a vivacchiare sulle spalle delle ragazze

di Vezio Trifoni
 il ko di un tennis italiano abituato a vivacchiare sulle spalle delle ragazze

Vedere il nostro doppio più forte e capace di vincere il Roland Garros, Sara Errani e Roberta Vinci, soccombere dalla superiorità fisica e dai colpi delle sorelle Williams è stato l'esemplare...

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Vedere il nostro doppio più forte e capace di vincere il Roland Garros, Sara Errani e Roberta Vinci, soccombere dalla superiorità fisica e dai colpi delle sorelle Williams è stato l'esemplare espressione del tennis azzurro alle Olimpiadi di Londra. Nessuna medaglia come quattro anni prima a Pechino ma soprattutto una disciplina che si era abituata da troppo tempo a vivere sulle spalle solo delle nostre giocatrici.

In questa edizione del torneo olimpico l'apporto rosa non è bastato a rendere sufficiente il bilancio complessivo. Nel singolare femminile, dove avevamo in campo quattro giocatrici, abbiamo registrato tre sconfitte al primo turno, mentre la sola Pennetta è riuscita a superare due turni abbastanza facili prima di essere bruscamente eliminata dalla forte ceca Petra Kvitova. Più importante notare come Sara Errani, Francesca Schiavone e Roberta Vinci sono state tutte sconfitte, senza conquistare un set, da avversarie di classifica inferiore. E' vero che le valutazioni del computer non sempre interpretano in modo fedele i valori. E' anche vero che le nostre giocatrici valgono la loro classifica soprattutto sulla terra e forse sul cemento, non sull'erba. Ci rimaneva la carta del doppio, che nei tornei del circuito ci aveva dato qualche soddisfazione. Chi certamente poteva fare molto di più era la coppia composta da Schiavone e Pennetta che sulla loro strada avevano trovato giocatrici alla loro portata. Ma il duo azzurro si è arreso contro il binomio "made in Taiwan", Chuang-Hsieh. A discapito bisogna anche dire che Fla ha giocato due gare nella stessa giornata e ha dovuto riprendere il match interrotto il giorno precedente dopo la sconfitta con la Kvitova ma sembrano dei pretesti se pensiamo che tanti giocatori, poi a medaglia, hanno dovuto fare gli straordinari. Alla fine le speranze si erano riversate sul misto composto dal toscano Bracciali e da Roberta Vinci ma anche loro hanno dovuto ammainare la bandiera contro i tedeschi Kas e Lisicki.

Il bilancio del nostro tennis olimpico non migliora se vi aggiungiamo i risultati dei nostri giocatori, che hanno comunque la giustificazione di aver perso (Fognini da Djokovic e Seppi da Del Potro) da avversari di categoria superiore.

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