Il Tirreno

Livorno

Albertazzi dice no ma l’arrivo di Cribari è questione di giorni

di Fabrizio Pucci

Il difensore del Milan ha scelto Verona, il brasiliano invece arriverà. Oggi summit per definire le strategie di mercato

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LIVORNO. Salutato luglio, ecco il mese della ripresa dell'attività agonistica ufficiale. Dopo domani alle 12 all'Arena di Verona sarà sorteggiato il calendario del prossimo campionato di serie B e nove giorni più tardi il Livorno affronterà la vincente di Benevento-San Marino nel primo impegno di Coppa Italia dove c'è da ben figurare. Lo sa bene anche Davide Nicola che sta mettendo a punto il motore amaranto e che oggi ritrova i suoi ragazzi dopo il rompete le righe dato sabato sera a Castel di Sangro al termine della sfida con il Pescara.

Il vertice. Il primo agosto sancisce il ritorno al lavoro del gruppo (tutti in campo alle 17 al Coni di Tirrenia), ma pure una data importante per le strategie di mercato della società. In mattinata, infatti, è previsto l'incontro tra l'allenatore e i direttori Perotti e Signorelli. E' un giorno cruciale, insomma, che speriamo possa produrre un'accelerata sul fronte delle trattative. Il Livorno lavora sotto traccia e ora, finito il ritiro abruzzese, è pronto a raccogliere per quanto ha seminato nei giorni scorsi.

Il rifiuto. Ieri la società aveva praticamente definito l'arrivo in compartecipazione del giovane difensore del Milan Michelangelo Albertazzi. Il Livorno era andato all'assalto del rossonero una volta perso Sini, tornato alla Roma. Il passaggio in amaranto del giovane classe 1991 sembrava cosa fatta, ma il giocatore ha preferito accasarsi al Verona per un trasferimento che la società scaligera ha ufficializzato nel tardo pomeriggio. Una disdetta. Il parco difensori sarà comunque rinforzato dall'arrivo di Emilson Cribari. Alla fine di questa settimana o al massimo nei primi giorni della prossima, l'ex laziale dovrebbe vestirsi d'amaranto, salvo sorprese dell'ultimo minuto.

Portiere di riserva. La corsa per il ruolo di alternativa a Luca Mazzoni sembra essere una questione privata tra Fiorillo della Sampdoria e Trini. Più defilato c'è Pigliacelli che comunque non pare destinato a rimanere al Parma visto che è chiuso da Mirante e Pavarini. Il Livorno sta alla finestra, pronto a cogliere al volo qualsiasi opportunità si presenti. Quella del secondo portiere non è, comunque, una priorità assoluta.

Centrocampista. Molto più urgente è trovare un uomo d'equilibrio nella zona nevralgica. Un playmaker basso in grado di dettare i tempi, di distruggere il gioco avversario e costruire quello amaranto. Ieri è rimbalzata da più parti la voce di un interessamento per Massimo Loviso, già a Livorno dal 2007 al 2009. Il giocatore, ultima stagione vissuta ai margini nel Crotone, gradirebbe il trasferimento. Rimane da stabilire come la piazza accoglierebbe il ritorno di un ex, evento che raramente produce entusiasmo. In alternativa (anche se le caratteristiche non sono proprio identiche) c'è ancora Paro del Vicenza.

Attaccanti. Nulla di nuovo sul fronte delle punte. Bene così. Paulinho e Dionisi sono ancora a disposizione di Nicola. Intanto qualcosa si muove sul conto di Bernacci che è richiesto dal Rimini. L'ex torinista ha dato la sua disponibilità al trasferimento anche se in cuor suo attende ancora una chiamata da parte del Livorno. Ovviamente se 'Berna' si accasa altrove viene a mancare la prima alternativa a Paulinho, per cui le trattative per la cessione del brasiliano possono subìre un rallentamento.

Presenti. Il 'Rondina' per il Livorno. Sabato sera a Castel di Sangro era presente un gruppetto di tifosi arrivati in Abruzzo per seguire la squadra del Memorial Morosini: una decina di ragazzi della curva nord, qualcuno del Club Magnozzi e un buon numero del 'Rondina'. A nome del club parla Massimo Domenici che lancia una specie di proclama: «L'anno scorso abbiamo vissuto il dramma della perdita di un nostro giocatore. Quella tragedia ci ha lasciato in eredità un rinnovato senso di appartenenza e di unità. Un patrimonio morale da non disperdere in sterili polemiche, perché la maglia è il bene supremo e l'amaranto, da solo, è un ottimo motivo per mettere da parte qualsiasi dissapore tra le componenti».

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