Gioco
Tania sbaglia, la medaglia è di legno
Cagnotto-Dallapè toppano il penultimo salto e buttano via almeno il bronzo
LONDRA. Da quattro anni sospese in simbiosi per quei 3 metri tra cielo e acqua, europei vinti, un argento mondiale, e ora a Londra per scrivere un pezzo di storia: poi un’entrata poco felice e la medaglia vola via: la più importante, quella olimpica, che al femminile è oggetto sconosciuto per l’Italia dei tuffi. Tania Cagnotto e Francesca Dallapè buttano via l’occasione irripetibile, chiudendo con la più classica medaglia di legno, un quarto posto che lascia amaro e fa scendere lacrime.
A sbagliare poi - per ammissione anche di papà Giorgio - è la più titolata, Tania, l’unica azzurra ad essere salita tre volte sul podio mondiale, lei la sola europea dopo le cinesi: eppure nel quarto salto, quello che in allenamento le due falliscono raramente, l’incantesimo si rompe, il sincro non riesce e il Canada - già un po’ “aiutato” dai giudici - fa festa, dietro alla Cina perfetta di Wu Minxia e He Zi, e alle americane Johnston-Bryant. Alla fine il punteggio serve solo per girare il coltello nella piaga: 316.80 per le canadesi, 314.10 per le due azzurre. Terze dopo il secondo salto a un soffio dalle Usa e ancora lì dopo il terzo, le azzurre hanno visto crollare il sogno al penultimo. «Perdere la medaglia così fa male - dice costernata la Dallapè - abbiamo sbagliato un tuffo che in allenamento viene sempre bene. Ora posso solo augurare a Tania di prendersi una soddisfazione anche per me».
«Non era certo un errore da 4, abbiamo perso la medaglia per due punti che nei tuffi non sono nulla», dice Tania a denti stretti, trattenendo a stento lacrime e rabbia.
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