ROSALBA E DIEGO CI TIRANO SU
Polvere di stelle. Fede e Aldo, i più mediatici, i più paparazzati, i più glamour della spedizione azzurra affondano insieme, in una domenica crudele che lancia atleti più giovani e in condizione. La...
Polvere di stelle. Fede e Aldo, i più mediatici, i più paparazzati, i più glamour della spedizione azzurra affondano insieme, in una domenica crudele che lancia atleti più giovani e in condizione. La Divina di Spinea, la Pellegrini, rema faticosamente nelle retrovie, la bracciata pesante, la famigerata gambata che non entra mai e alla fine la maledizione dei 400 stile libero si perpetua con un quinto posto anonimo, amaro come il fiele.
Pochi chilometri più in là, nella penombra del palazzetto della scherma, Aldo Montano prova per l’ultima volta la guasconata vincente: mena la sciabola, lotta con i suoi guai fisici ma poi trova un amico (vatti a fidare) come Diego Occhiuzzi che lo inchioda agli ottavi di finale. Prima di salutare ci sarà l’ultima recita, quella della gara a squadre, l’ultimo treno per l’oro.
Polvere di stelle, dunque. E la seconda giornata dei Giochi, dopo la sbornia di mjedaglie dell’apertura, ce la salvano Diego e Rosalba, due carneadi fino a ieri, due ai quali non aveva pensato nemmeno il presidente del Coni Petrucci, che ha vaticinato 25-30 medaglie e al quale dunque l’ottimismo non manca. Diego Occhiuzzi, d’Artagnan di mestiere, vissuto sempre nel cono d’ombra del bel livornese, si è scrollato di dosso complessi e paure, ha menato fendenti fino alla finale quando la paura e la stanchezza l’hanno paralizzato contro un ungherese. Un argento di gran pregio, comunque, come di grandissimo spessore è il bronzo ottenuto nel judo da Rosalba Forciniti, biondissima calabrese che ha una fama di cattiva ragazza come ha scritto sulla maglietta ma che poi si scioglie e dedica la medaglia al papà. Le stelle di questa domenica sono stati loro, e l’Italia è già a sette medaglie. Mica poche. (g.b.)
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