Gioco
La Pellegrini sott’acqua: «Faccio i 200 e poi stop»
Solo quinta nei 400 dominati dalla francese Muffat, mai in gara per il podio e alla fine affranta: «La testa non basta, non ne avevo più, devo staccare»
LONDRA. Il dramma della grande campionessa si consuma quasi subito: la gara dura 400 metri ma a nemmeno metà si capisce che non solo Federica non potrà aspirare all’oro, ma che nemmeno riuscirà a salire sul podio, ritenuto per lei il risultato minimo. Dopo i 300 la gara diventa un calvario, perché lì dove la regina ha costruito tante grandi vittorie il cambio di passo diventa una chimera, le prime se ne vanno e lei resta lì in mezzo al guado, a difendere la sua dignità con l’orgoglio e poco altro.
Alla fine la Pellegrini sarà quinta, risultato decoroso per tanti ma non certo per lei. E quello che segue è anche peggio: se non ci fosse di mezzo lei, con i suoi capricci e flop clamorosi ma anche con le sue fantastiche resurrezioni, si potrebbe parlare di passo d’addio. Fede rimane a lungo in vasca, con lo sguardo perso nel vuoto, quasi inebetito; e con lo stesso passo e la stessa espressione quasi trasognata se ne va nel dopo-gara.
Passano pochi minuti e quando incontra i cronisti si scende un ulteriore gradino. «Mi dispiace tanto - mormora Federica con un filo di voce - però questo è il nuoto e io non ne avevo più. La testa era a posto, ero convinta e abbastanza tranquilla, però la testa non basta, fa male ma è così. Sono entrata in acqua oggi per fare una gara all’attacco e mantenere il più possibile il ritmo alto, però non ci sono riuscita. Non so che altro dire - ha aggiunto l’azzurra - non dò colpe a nessuno, me le prendo tutte io. Ho dato tutto, nello sport si vince e si perde, e basta».
E adesso? Sembra una domanda banale, di prammatica, invece diventa una domanda cruciale, che apre la porta a qualsiasi esito, anche i più dolorosi e imprevedibili «I 200 stile libero di domani? Di certo non mi butterò con spirito trionfale», dice Federica. «Studieremo i passaggi ma di certo il tempo che ho fatto oggi e con questa fatica è deludente. Vedremo - ha proseguito l’azzurra - comunque non sono arrabbiata, mi dispiace aver dato tutto e non aver raccolto niente».
Di alti e bassi, schiaffi e carezze Federica Pellegrini ne ha vissuti tanti: ma adesso, a 24 anni da compiere fra pochi giorni, la sua terza Olimpiade sembra quella dei saluti. A Londra i Giochi per la regina del nuoto azzurro sono appena cominciati, il tono però è da titoli di coda: i 400 stile, la sua gara-tormento, quella dell’ansia e degli attacchi di panico, si chiudono al quinto posto come quattro anni fa a Pechino, però è il tono che è cambiato e parecchio. E anche il distacco, scandito da un crono impietoso, dalle scatenate Camille Muffat (oro annunciato), Allison Schmitt, Rebecca Adlington e addirittura la danese Lotte Friise, la danesona macina chilometri, tutta potenza e poca grazia, che miss Pellegrini in vita sua non si era mai ritrovata davanti.
Ecco perché quell’anno sabbatico che aveva già annunciato per riprendersi in mano la sua vita, diventa questa volta una via di fuga dal nuoto, forse per sempre. «Faccio questi 200 e poi stacco per un anno, lo avevo già detto», conferma infatti Federica, con un tono sempre più triste e dimesso.
A Londra anche altri big hanno dato segni di cedimento, Michael Phelps su tutti. »Il nuoto è l’amore della mia vita, più che ricambio generazionale direi affaticamento dei veterani - abbozza un pallido sorriso Federica - lui forse smetterà, io di anni ne ho meno e posso permettermi, se volessi, di ricominciare. Certo se il riposo dovesse piacermi...». Una battuta che suona come un pensiero ad alta voce. «Ho perso tante volte in carriera e ora sono pronta a voltare pagina, bisogna crederci».
Non c’è la grinta della leonessa di un tempo, ma c’è poco tempo per mettersi a pensare: ci sono subito i 200, un titolo olimpico da difendere, e l’orgoglio, più che la rabbia, da far riaffiorare sull’acqua. Di nuovo alleata e non nemica. Oggi sapremo un altro pezzo di verità su Federica. E tutti vorrebbero che avesse ragione il suo fidanzato Filippo Magnini, che anche lui in staffetta (settimo posto in finale, dopo anche un bisticcio in mattinata) ieri non ha conosciuto una bella giornata e non si perita ad attaccare duro, affermando che «qui nessuno è in forma, purtroppo».
Ma poi Pippo parla di Fede e quasi s’intenerisce. «Mi dispiace, sono con lei. So che ha dato il massimo, non gli si può chiedere di più. E comunque - sottolinea polemico - andiamoci piano con Federica: 4 anni fa è successa la stessa cosa e sappiamo come è andata a finire poi nei 200».
Finì in trionfo, un oro grandioso sui 200. Tutti sperano che succeda qui la stessa cosa, anche se tante cose sembrano cambiate, in questa mesta serata londinese...
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