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ciclismo: L’oro va all’olandese Marianne vos, la “cannibale” in gonnella

ciclismo: L’oro va all’olandese Marianne vos, la “cannibale” in gonnella

L’Inghilterra si deve inchinare alla “regina” d’Olanda. Marianne Vos, la “Cannibale” del ciclismo. L’Eddy Merckx in gonnella questa volta fa centro. Ha 25 anni e dal 2006 è la dominatrice assoluta...

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L’Inghilterra si deve inchinare alla “regina” d’Olanda. Marianne Vos, la “Cannibale” del ciclismo. L’Eddy Merckx in gonnella questa volta fa centro. Ha 25 anni e dal 2006 è la dominatrice assoluta delle due ruote. Quest’anno ha stravinto anche il Giro d’Italia. Per una volta non ci sono sorprese, l’Olimpiade rispecchia i reali valori mondiali. Un’oro insomma sacrosanto. «Dopo Pechino - dice - questa è stata la cosa che ho avuto in mente per quattro anni. E adesso che è accaduto è incredibile. L’oro è mio».

L’Italia era riuscita a batterla quattro volte ai Mondiali. L’ultima un anno fa, a Copenaghen, con Giorgia Bronzini, che per l’autorevole rivista americana Sport Illustrated era la favorita di questa Olimpiade. Per lei l’Italia era diventate un pò una “bestia nera”.

Anche il percorso sembrava adatto alla Bronzini, poche salite e un finale piatto al bacio per il suo sprint. Ma come ieri per gli uomini il finale più scontato, con la volata di gruppo, non c’è stato nemmeno questa volta.

Dopo due mondiali la Bronzini deve accontentarsi del quinto posto. In ogni modo, le donne continuano ad andare meglio degli uomini (ieri il migliore è stato Viviani con il 37/o posto), ma restano pure loro a bocca asciutta e deluse.
Marianne Vos, dunque, ha avuto la sua ennesima giornata di gloria. Ai Giochi Olimpici di Pechino era già stata medaglia d’oro, ma nella corsa a punti su pista: oggi quindi ha avuto la sua consacrazione definitiva nella corsa che ama di più.

Sul traguardo sotto il diluvio, ha vinto di potenza battendo Elizabeth Armitstead (il suo argento è la prima medaglia della Gran Bretagna a questi Giochi). Ambedue erano andate in fuga a una quarantina di chilometri dal traguardo assieme alla russa Olga Zabelinskaya, che all’arrivo avendo speso già tanto non avuto più la forza nelle gambe per fare lo sprint.

Al via sono partite in 66 su un percorso analogo alla gara degli uomini ma accorciato. Nei primi 90 chilometri sono state protagonista le olandesi, che hanno “lavorato” ai fianchi il gruppo con scatti a ripetizione. L’azione decisiva della Zabelinskaya è arrivata in discesa, dopo l’ultimo scollinamento dei Box Hill.

Dietro la Vos non ci ha messo molto a capire che era un’occasione da non perdere ed è partita come una saetta.

Sulla sua scia solo la Armitstead e la statunitense Olds. Il quartetto ha preso subito il largo, ma presto è diventato un terzetto, dato che l’americana - molto sfortunata - ha bucato. Dietro, italiane e tedesche, pur cooperando, sono rimaste fuori dall’azione: hanno tentato un disperato inseguimento, ma quando davanti c’è la Vos a fare il ritmo non c’è poco da fare.

«Ha vinto la più forte» ammette il ct azzurro Edoardo Salvoldi.

È ancora presto per i bilanci: ci sono le prove a cronometro (l’Italia ha Pinotti, Cantele e Guderzo), la pista (i solo Viviani), le gare di mountain bike e Bmx. Ma le speranze a questo punto sono pochine e il rischio che le due ruote olimpiche diventino un colossale flop è molto alto.
Intanto l’australiano Cadel Evans ha fatto sapere che non prenderà parte alla prova a cronometro in programma mercoledì. Il corridore è troppo stanco per gareggiare. Pertanto Michael Rogers sarà l’unico concorrente australiano a competere nella crono.

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di Redazione web