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«Mercato? Mancano ancora tre pezzi»

«Mercato? Mancano ancora tre pezzi»

Il dt: il telaio del Livorno è ottimo. Sini non trova l’accordo e lascia il ritiro

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LIVORNO. La delicata questione della curva. Quella della campagna abbonamenti. Ma anche e soprattutto la valutazione della squadra. Perotti non si è sottratto e nulla. Anzi. Si capiva lontano un chilometro che aveva voglia di parlare dei suoi ragazzi.,

Annus horribilis. L'analisi del Livorno di oggi non può prescindere da quanto accaduto nell'ultima stagione: «Nello scorso campionato - dice il dt - ci siamo salvati all'ultima giornata nonostante avessimo una buona squadra per tre motivi. Primo: all'inizio non c'era unità d'intenti nel gruppo che era diviso in due fazioni. La coesistenza era compromessa. Secondo: la volontà di Spinelli di cedere la società provocò tensioni nella squadra. Infine la morte di Morosini ha prodotto il choc emotivo e la sofferenza che tutti abbiamo ben presente»

Obiettivi. Perotti è una persona seria e non vende fumo. «Abbiamo tre reparti da migliorare: manca il secondo portiere, dobbiamo prendere un difensore e un centrocampista che dia equilibrio. Quest'ultimo è un ruolo molto delicato. Potremmo prendere un giocatore giovane o uno esperto. Non abbiamo fretta. Ricordate? L'anno scorso a gennaio abbiamo preso giocatori importanti come Bernacci, Sini e il povero Piermario».

Strategia. La crisi si fa sentire anche nel calcio, ma il dirigente bresciano è ottimista: «E' un momento difficile sul piano economico, ma sebbene il portafoglio non sia gonfio, sul mercato cerchiamo il meglio. Se c'è un'opportunità Spinelli non se la lascia sfuggire». Il dt non si ferma: «Abbiamo un merito: qui i giocatori vengono volentieri perché la società è puntuale nei pagamenti e no ci sono pericoli di penalizzazioni in classifica per stipendi non corrisposti o contributi non versati. Inoltre abbiamo qualche giocatore che può essere utilizzato come pedina di scambio».

Telaio valido. Gli arrivi sono stati due: Gemiti e Molinelli, ma Perotti non sembra preoccupato: «Parliamo anche di chi abbiamo confermato. Giocatori come Luci, Belingheri, Dionisi e Paulinho sono ancora con noi. Rispetto all'anno scorso è andato via Bardi che era a metà con l'Inter, ma abbiamo preso l'intero cartellino di Siligardi e Dell'Agnello. Luca se trova continuità in B fa la differenza e nel giro di un paio d'anni lo vedremo in A. E Simone è reduce da un infortunio, ma nell'ultimo all'Inter era quotato al pari di Longo e Destro. Poi abbiamo mantenuto Bernardini che ha fatto un ottimo finale di campionato. Insomma. Ci siamo, perché dietro non siamo messi male e in attacco abbiamo giocatori importanti. In uscita la situazione più complicata è quella di De Lucia». Ieri sera però è arrivata la notizia che Sini ha lasciato il ritiro amaranto non avendo raggiunto l’accordo economico con la società.

Pezzi pregiati. Inutile, però nascondere che Paulinho sia in bilico: «Non abbiamo ceduto nessun elemento di spicco. E' chiaro che se arriva un'offerta irrinunciabile per il giocatore che può andare a guadagnare quattro volte di più di quanto prende qui, diventa difficile trattenerlo. Spinelli però a più riprese ha detto che il brasiliano o va in serie A o resta qui perché non abbiamo bisogno di vendere per fare cassa».

F.P.

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